
Una parrocchia di periferia che diventa presidio sociale, luogo di ascolto e punto di riferimento per il quartiere, ma che allo stesso tempo deve fare i conti con gravi difficoltà strutturali. È il quadro emerso durante la trasmissione “Sovvenire in radio – La Chiesa in servizio si racconta”, attraverso la testimonianza di don Giorgio Franceschini, parroco della chiesa di Chiesa di San Massimiliano Kolbe.
Nel suo intervento, il sacerdote ha raccontato le criticità legate alla manutenzione dell’edificio parrocchiale, costruito circa vent’anni fa in cemento armato e oggi interessato da infiltrazioni e problemi alla copertura. I lavori di ristrutturazione sono stati avviati anche grazie al contributo dell’8×1000, che coprirebbe circa il 20% delle spese complessive. Un sostegno definito “parziale ma fondamentale” per una realtà che affronta costi ordinari elevati e che, da sola, fatica a sostenere il peso economico della gestione.
Accanto alle difficoltà, emerge una comunità viva e partecipe. Don Franceschini ha evidenziato la generosità dei parrocchiani, impegnati in iniziative di autofinanziamento come mercatini solidali e fiere del dolce, organizzate per contribuire concretamente alle necessità della parrocchia.
Negli anni, la struttura è diventata anche un importante punto di riferimento sociale per il territorio. Nei locali dell’oratorio è attivo un servizio CAF realizzato in collaborazione con CISL, rivolto soprattutto agli anziani del quartiere. Parallelamente, grazie alla collaborazione con associazioni del territorio, vengono promosse attività aggregative e ricreative, tra cui corsi di ginnastica dolce e scuola di ballo.
Sul fronte della solidarietà, Giuseppe Melis, referente della Caritas parrocchiale, ha illustrato l’impegno a favore delle famiglie in difficoltà: attualmente il servizio segue circa 42 nuclei familiari, per un totale di oltre 140 persone. Ogni settimana vengono distribuiti pacchi alimentari calibrati in base al numero dei componenti del nucleo familiare, con apertura regolare del servizio il giovedì sera.
Emerge il racconto di una parrocchia di periferia che, nonostante le fragilità strutturali e le difficoltà economiche, continua a rappresentare un presidio umano e sociale fondamentale per il territorio.
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