MISSIONI

Verso la Giornata dei missionari È in programma domenica 17 maggio l’appuntamento che, ogni anno, attesta l’impegno dei «fidei donum» in Africa

Domenica 17 maggio la diocesi di Cagliari celebra la Giornata delle missioni dio cesane, un appuntamento atteso e carico di significato, che ogni an no rinnova nella comunità cristiana la consapevolezza di essere Chiesa chiamata a vivere la propria missionarietà «fino agli ultimi con fini della terra» (Mt 28;20). Non si tratta soltanto di sostenere progetti o iniziative, ma di riscoprire l’identità più profonda della Chiesa: essere segno vivo dell’amore di Dio nel mondo. Al centro di questa giornata c’è una scelta precisa: la cooperazione missionaria tra le Chiese. La diocesi di Cagliari continua, infatti, a camminare accanto alle diocesi sorelle di Mbeya e Iringa, in Tanzania, in un rapporto che si fonda su una comunione di fede. Questa collaborazione si inserisce nella prospettiva di una Chiesa che si muove come soggetto missionario. Non è un’azione isolata, ma una scelta che coinvolge la diocesi e che trova il suo fondamento nel Vangelo. In questi ultimi anni sono state tante le perso ne che hanno sostenuto l’opera dei missionari, tante le visite alle nostre missioni di giovani, adulti, che sono partiti col desiderio di sperimentare la vita missionaria. La missione è presenza. È questo il modo più pieno per trasmettere l’amore. La Chiesa annuncia il Van gelo non solo con le parole, ma con la vicinanza concreta, con la vita condivisa. Anche per me la re Uno scatto dalla missione di Mbeya dove opera Giada Melis.

È in programma domenica 17 l’appuntamento che, ogni anno, attesta l’impegno dei «fidei donum» in Africa la recente visita alle missioni di Mbeya e Iringa è stata occasione preziosa per capire il peso delle distanze per corse su strade sterrate e fangose per raggiungere i più abbandona ti, il problema della salute nelle zo ne rurali, della maternità senza protezione ospedaliera, il problema dell’acqua potabile. Si tratta di vi te concrete segnate dalla fatica, dal la precarietà, dalla sofferenza. Ed è proprio lì, dove la dignità è ferita, che ho visto la missione diventare segno tangibile del Vangelo, Chiesa che cura, sostiene, accompagna. Questo orizzonte trova una luce intensa nel magistero di papa Leo ne XIV che, nel documento Dilexi te, richiama la centralità dei poveri nella vita cristiana: «Il contatto con chi non ha potere e grandezza è un modo fondamentale di in contro con il Signore della storia. Nei poveri Egli ha ancora qualcosa da dirci» (DT 5). Si tratta di una prospettiva decisiva: i poveri non sono solo destinatari dell’aiuto, ma diventano luogo d’incontro con Dio. Il loro grido attraversa la sto ria e non può lasciarci indifferenti. Ogni giorno, nel mondo, migliaia di persone muoiono a causa della mancanza di cibo e di ac qua. La risposta cristiana a questo grido è chiara: una scelta preferenziale per i poveri. È in questa prospettiva che si colloca la Giornata delle missioni diocesane: un’esperienza spirituale e comunitaria, la gioia di sentirsi parte di qualcosa di più grande, la possibilità di esprimere la propria fede attraverso gesti di condivisione. Partecipare significa riconoscere che la missione «non è di altri», ma è di tutti. In questo cammino, la diocesi di Cagliari continua a testimoniare che la missione è possibile quando nasce dall’Amore. Tutto parte da lì: da un Dio che ha detto all’umanità Dilexi te — ti ho amato — e da una Chiesa che, accogliendo questo amore, sceglie ogni giorno di condividerlo, soprattutto con chi ne ha più bisogno.

di Giampaolo Uras, direttore Centro missionario diocesano

pubblicato su Kalaritana Avvenire


Scopri di più da Kalaritana Media

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.