Cinema

A Villamar torna «Visioni Sarde»: sette cortometraggi raccontano un’isola oltre gli stereotipi La rassegna itinerante della Cineteca di Bologna porta sul grande schermo il meglio del giovane cinema sardo

La Sardegna raccontata attraverso storie, linguaggi e punti di vista lontani dai luoghi comuni. Torna anche quest’anno a Villamar l’appuntamento con Visioni Sarde, la rassegna itinerante promossa dalla Cineteca di Bologna con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission e della Fasi, la Federazione delle Associazioni Sarde in Italia, con CinemaItaliano.info nel ruolo di media partner.

L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’amministrazione comunale e l’Associazione Teatrale Villamarese, offrirà al pubblico una selezione di sette cortometraggi che rappresentano alcune delle produzioni più significative del recente panorama cinematografico isolano.

L’appuntamento è fissato per domani, sabato 20 giugno, alle 18.30 nella sala polifunzionale situata alle spalle della biblioteca comunale.

L’Associazione Teatrale Villamarese, nata dalla volontà di un gruppo di soci e guidata dalla direzione artistica di Fausto Siddi, continua così il proprio impegno nella promozione culturale del territorio attraverso iniziative aperte all’intera comunità.

La rassegna si propone di offrire al pubblico non soltanto un momento di svago, ma anche un’occasione di riflessione attraverso le opere di giovani autori sardi. I sette cortometraggi in programma compongono infatti un mosaico di temi, sensibilità e stili narrativi che restituiscono un’immagine complessa e contemporanea dell’isola, ben lontana dagli stereotipi legati esclusivamente a mare, vacanze e turismo.

Tra i titoli selezionati figurano Ajò West! di Sara Corbioli, ironico divertissement costruito sui luoghi comuni della Sardegna; Brigas di Lorenzo Spinelli, che racconta la ciclicità delle relazioni di coppia attraverso il materiale filmato da un videoamatore; Mamma di Matteo Martinez, viaggio nelle zone più oscure della mente; e Su cane est su miu di Salvatore Mereu, riflessione sull’infanzia e sull’impotenza dei più piccoli di fronte al mondo degli adulti.

Completano il programma True Love Waits di Simone Cicalò, intensa storia d’amore che supera il confine tra vita e morte; Una faccia da cinema di Alberto Salvucci, che gioca con ironia sui pregiudizi legati all’identità sarda; e Vida e morti di unu maragotti di Stefano Cau, racconto che intreccia commedia, biografia e suggestioni gotiche rurali.

Attraverso queste opere, Visioni Sarde conferma la propria vocazione a valorizzare il cinema isolano contemporaneo e a promuovere una narrazione dell’isola capace di andare oltre le immagini più convenzionali, offrendo al pubblico uno sguardo originale sulla Sardegna di oggi.


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