
(foto unione sarda online)
La tassa d’imbarco continua a dividere la politica sarda. Dopo il no della presidente Alessandra Todde alla compensazione regionale dei 6,5 euro pagati da ogni passeggero in partenza, la maggioranza si spacca mentre opposizione e imprese fanno fronte comune.
Il Pd resta contrario a una misura che costerebbe circa 36 milioni di euro. Per Paolo Truzzu (FdI), però, parte della spesa verrebbe recuperata grazie all’aumento dei passeggeri stranieri e del gettito Iva.
Orizzonte Comune propone una mediazione: compensare la tassa solo nei mesi di bassa stagione, riducendo il costo a circa 14 milioni.
Dal mondo produttivo, Confapi Sardegna chiede interventi rapidi per evitare la fuga dei vettori e sostenere turismo e occupazione. Più cauta Federalberghi, che invita a garantire un ritorno concreto per l’economia sarda.
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