
Un incontro nato quasi per caso, da una conversazione tra amici, ma che in poche settimane ha coinvolto decine di realtà associative, culturali, sindacali e religiose. L’appuntamento è fissato per giovedì 4 giugno alle 18.30 ai piedi della scalinata di Bonaria, a Cagliari, accanto ai due ulivi piantati oltre vent’anni fa come simbolo di pace.
«L’iniziativa – racconta ai microfoni di Radio Kalaritana, Pino Siddi, diacono e tra i promotori dell’iniziativa – nasce in modo molto semplice, da una chiacchierata tra amici. Ci siamo ritrovati a riflettere sulle guerre, sulle violenze e sulle tragedie che stanno segnando il nostro tempo e ci siamo chiesti se non fosse il caso di ritrovarci nuovamente in un luogo che per noi ha un forte valore simbolico: gli ulivi di Bonaria».
Qual è la storia di questi alberi?
Sono lì da oltre vent’anni. Furono piantati durante il periodo della guerra in Iraq, insieme all’allora arcivescovo monsignor Ottorino Alberti, come segno concreto di pace. Oggi, di fronte ai nuovi conflitti che attraversano il mondo e alle sollecitazioni che ci sono arrivate in questi anni anche da Papa Francesco, abbiamo sentito il desiderio di tornare in quel luogo per pregare, riflettere e chiedere insieme la pace.
Da una semplice idea è nato però qualcosa di molto più ampio.
Sì, ed è forse l’aspetto più bello. Quella che inizialmente era una proposta tra amici è diventata un’iniziativa che coinvolge circa quaranta, quarantacinque associazioni diverse. Ci sono realtà religiose, culturali, sindacali, sociali e anche persone che appartengono a sensibilità molto differenti tra loro. Tutti però condividono l’obiettivo di promuovere la pace, la giustizia, la libertà e il rispetto reciproco.
Un’iniziativa che si caratterizza anche per il suo carattere inclusivo.
Assolutamente. Abbiamo chiesto ai partecipanti di non portare simboli di appartenenza, bandiere politiche o insegne associative. L’unico simbolo che sarà presente è la bandiera della pace. Vogliamo che ciascuno si presenti semplicemente come persona, mettendo al centro ciò che unisce e non ciò che divide.
Come si svolgerà l’incontro?
L’appuntamento è per giovedì 4 giugno alle 18.30 ai piedi della scalinata di Bonaria, accanto agli ulivi. Saranno proposte letture, riflessioni, preghiere, poesie e momenti di silenzio. Stiamo lavorando anche per avere un accompagnamento musicale con brani di musica classica. Tutto avverrà in uno stile molto semplice e raccolto.
È prevista anche una partecipazione interreligiosa.
Sì, ed è un elemento a cui teniamo molto. La conclusione sarà affidata a una preghiera comune letta da rappresentanti di diverse tradizioni religiose. Sarà presente il nostro arcivescovo, insieme a rappresentanti del mondo islamico, protestante e buddhista. È un segno importante: le differenze esistono e sono una ricchezza, ma possono diventare anche un terreno di incontro e di cammino condiviso.
Che messaggio desiderate lanciare attraverso questo appuntamento?
Che la pace è una responsabilità di tutti. Vogliamo dimostrare che persone, associazioni e comunità molto diverse possono ritrovarsi attorno a valori comuni e costruire insieme percorsi di dialogo. È un piccolo gesto, ma crediamo che proprio dai piccoli gesti possano nascere percorsi significativi.
Anche la Chiesa sarà presente in modo concreto.
Sì, e questo è un altro aspetto importante. Ventidue anni fa fu l’arcivescovo Ottorino Alberti a partecipare alla piantumazione degli ulivi. Oggi sarà ancora una volta la Chiesa a camminare insieme agli altri, non soltanto come promotrice, ma come parte di una rete più ampia fatta di persone e realtà che condividono un ideale comune. Credo che questa sia una ricchezza preziosa per tutti.
L’appuntamento, dunque, è per giovedì 4 giugno alle 18.30 ai piedi della scalinata di Bonaria, per un momento di riflessione, preghiera e testimonianza dedicato alla pace
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