DIALOGO

Assisi, la pace si costruisce dal basso: le testimonianze della comunità di Sant’Egidio Oltre 5.000 partecipanti all’incontro internazionale promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. Da Cagliari e Sassari, le esperienze di solidarietà, accoglienza e dialogo

 

Oltre 5.000 partecipanti e 380 leader religiosi e personalità del mondo della cultura si sono riuniti ad Assisi per l’Incontro internazionale per la pace promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, dedicato al tema «Pace disarmata e disarmante». L’appuntamento, nel quarantesimo anniversario dello storico incontro interreligioso voluto da san Giovanni Paolo II nel 1986, ha rilanciato l’importanza del dialogo e della fraternità in un mondo segnato da guerre e tensioni internazionali.

Presenti anche le delegazioni delle comunità di Sant’Egidio di Cagliari e Sassari, impegnate quotidianamente nella solidarietà e nell’accoglienza.

Le testimonianze raccolte da Maria Chiara Cugusi per Radio Kalaritana, durante la trasmissione Voci di comunità, restituiscono le esperienze e le riflessioni dei partecipanti all’incontro.

Gian Matteo Sabatino, responsabile della Comunità di Sant’Egidio di Cagliari, ha sottolineato come il desiderio di pace sia diffuso tra le persone, nonostante le tensioni internazionali. «L’esigenza della pace è diffusa, è qualcosa che la gente vuole, è qualcosa che la gente sente», ha affermato.

Per Sabatino, la pace si costruisce attraverso le relazioni quotidiane, la vicinanza e l’attenzione al bene comune. «La pace è qualcosa che si costruisce non soltanto nelle altre sfere, ma nel quotidiano, si costruisce dal basso», ha spiegato, evidenziando il valore della partecipazione delle persone comuni.

Un messaggio che richiama anche l’eredità di san Francesco, particolarmente significativa ad Assisi nell’ottocentesimo anniversario della sua morte. «Ancora a 800 anni di distanza ci parla, sempre nel cuore la pace», ha ricordato Sabatino.

Tra i temi affrontati durante i forum, anche la povertà e l’integrazione dei migranti. Elio Pittiglio, volontario della Comunità di Sant’Egidio, ha ricordato il valore delle relazioni con le persone più fragili: «I poveri per Sant’Egidio non sono mai stati una categoria sociale, ma compagni del nostro cammino». Un impegno che si traduce nella condivisione quotidiana e nel sostegno al riscatto personale.

Significativa anche la partecipazione del movimento Genti di Pace, composto da studenti della scuola di lingua e cultura italiana, migranti e rifugiati arrivati grazie ai corridoi umanitari. Roberto Candelaresi, referente del gruppo, ha sottolineato come la conoscenza della lingua sia fondamentale per favorire l’integrazione e costruire legami capaci di superare le differenze culturali e religiose.

Tra le testimonianze, quella di Hamza Riadi, cittadino marocchino arrivato in Italia dopo aver vissuto sei anni in Ucraina. Grazie alla Comunità di Sant’Egidio, ha potuto studiare italiano e formarsi come mediatore culturale, diventando un punto di riferimento per altri migranti e rifugiati. «La pace non è un’illusione, ma una scelta quotidiana che richiede il coraggio del dialogo», ha affermato Hamza, richiamando l’importanza della conoscenza reciproca tra i popoli.

Anche la Comunità di Sant’Egidio di Sassari ha partecipato all’incontro, portando la propria esperienza sul territorio. Come ha raccontato Elisabetta Pulinas, referente della comunità, il dialogo e la fraternità devono tradursi in gesti concreti. Attiva in città dal 2018, la comunità sassarese porta avanti diverse attività tra cui il programma Viva gli anziani e la Scuola della Pace, rivolta ai bambini del centro storico, per favorire l’integrazione delle famiglie straniere.

La cerimonia conclusiva è stata accompagnata dalle preghiere per la pace nei diversi luoghi della città e dal videomessaggio di papa Leone XIV, che ha ribadito l’impossibilità di giustificare la guerra, ricordando che «solo la pace è santa». Ai bambini è stato affidato anche un messaggio destinato ai leader politici.

Da Assisi emerge così un appello che coinvolge istituzioni, religioni e società civile: la pace si costruisce attraverso il dialogo, la solidarietà e l’accoglienza. Un impegno che le comunità di Sant’Egidio di Cagliari e Sassari portano avanti ogni giorno, convinte che la fraternità possa contribuire a rendere le città più inclusive e solidali.


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