Economia

Autoriparazione, in Sardegna quasi 10mila addetti e oltre 2.800 imprese: la sfida è la transizione green Confartigianato: servono formazione sul campo, personale qualificato e incentivi per rinnovare il parco auto.

Quasi 2.900 imprese e 9.774 addetti: l’autoriparazione si conferma un comparto importante per l’economia della Sardegna, sostenuto soprattutto dalle attività artigiane e dalle piccole aziende. A frenare lo sviluppo sono però il calo delle immatricolazioni di auto nuove, la diffusione ancora limitata dei veicoli ecologici e la difficoltà di reperire personale con competenze adeguate all’evoluzione tecnologica.

È quanto emerge dal dossier dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, elaborato su dati UnionCamere-Infocamere del 2026. Nell’Isola operano 2.863 imprese di manutenzione e riparazione di autoveicoli e motocicli, delle quali 2.180 artigiane, pari al 76,1% del totale. Una quota superiore alla media nazionale, che si attesta al 74,7%.

«La filiera dell’auto in Sardegna è sorretta in maniera preponderante dalla micro e piccola impresa», sottolinea Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna. Queste realtà concentrano il 96,7% dell’occupazione del comparto e assicurano, secondo l’associazione, una presenza capillare di servizi di manutenzione e riparazione. «Le nostre officine artigiane sono il vero motore che garantisce la sicurezza e il diritto alla mobilità dei cittadini sardi», aggiunge Meloni.

Nuoro e Oristano in controtendenza

Il quadro territoriale mostra andamenti differenti. Cagliari conta 1.176 imprese, in calo del 2% su base annua, mentre Sassari registra 867 attività, con una flessione dell’1,3%. Nuoro, invece, raggiunge il primo posto in Italia per crescita delle imprese del settore, con un aumento del 2,5% e 569 attività complessive, di cui 455 artigiane.

Anche Oristano evidenzia segnali positivi: la provincia si colloca al quarto posto nazionale per dinamica dell’artigianato nell’autoriparazione, con un incremento del 2,3% e 181 imprese artigiane su 251 totali.

Un andamento favorevole si registra anche nel comparto delle carrozzerie. In Sardegna sono 640 le imprese attive, in crescita dello 0,3% rispetto all’anno precedente, contro una flessione nazionale dell’1%. Le carrozzerie artigiane sono 492, pari al 76,9% del totale, stabili rispetto all’anno precedente. Oristano si distingue per la crescita delle imprese complessive, pari al 4,8%, e di quelle artigiane, aumentate del 10,7%. Nuoro registra rispettivamente incrementi del 4,2% e del 5,1%.

Il nodo delle competenze digitali e ambientali

Il comparto conta complessivamente 9.774 addetti, di cui 9.453 occupati nelle micro, piccole e medie imprese. Con il 96,7% dell’occupazione concentrata in queste realtà, la Sardegna si colloca al secondo posto in Italia per incidenza delle MPI nella filiera dell’autoriparazione, dietro la Calabria e ben oltre la media nazionale del 69,5%.

A livello provinciale, Cagliari guida la classifica regionale con 3.120 addetti, seguita da Sassari-Gallura con 2.926. Nel Sud Sardegna gli occupati sono 1.626, mentre Nuoro ne conta 1.201 e Oristano 900.

Le imprese prevedono inoltre 990 nuove entrate tra meccanici e riparatori, ma la ricerca di personale specializzato si scontra con la difficoltà di reperire competenze adeguate. Le abilità digitali sono richieste nel 41,4% dei casi; per 130 ingressi è indicata un’elevata necessità di queste competenze e nell’84,6% dei casi il personale risulta difficile da trovare.

Ancora più evidente, secondo Confartigianato, è il divario sul fronte ambientale. Sebbene le competenze green siano richieste nel 54,5% delle assunzioni previste, solo nel 16,2% dei casi, pari a 160 lavoratori, è indicato un elevato livello di specializzazione ambientale. È la quota più bassa tra le regioni italiane, a fronte di una media nazionale del 26,5%. Per il 75% di queste figure le imprese segnalano difficoltà di reperimento.

«È sulla transizione ecologica ed energetica che suona il campanello d’allarme che non possiamo ignorare», afferma Meloni. Per mantenere competitive officine e carrozzerie, sostiene il presidente di Confartigianato Sardegna, è necessario investire nella formazione on the job, attraverso percorsi strutturati e certificabili, anche in collaborazione con gli enti bilaterali e con un ricorso efficace all’apprendistato.

Immatricolazioni in calo e mobilità sostenibile in ritardo

Alle difficoltà nel reperimento delle competenze si aggiunge la debolezza del mercato automobilistico. Nel 2026, secondo i dati riportati nel dossier, le immatricolazioni di auto nuove in Sardegna sono state 20.230: il 31,2% in meno rispetto al 2019, quando erano 29.424, e il 7,6% in meno rispetto al 2024. La contrazione regionale supera quella nazionale, pari al 2,6% sul confronto con il 2024.

Cresce intanto il numero di auto elettriche e ibride presenti nel parco circolante: nell’Isola si contano 5.333 veicoli ogni 100mila abitanti, contro i 1.490 del 2021. Il dato resta però inferiore alla media nazionale di 9.608.

Cagliari registra la maggiore diffusione regionale, con 7.716 veicoli ogni 100mila abitanti, seguita da Sassari con 5.544. Più indietro Nuoro, con 3.553, e Oristano, con 3.504, entrambe tra le province italiane con una minore presenza di auto ecologiche.

Per Meloni, la debolezza delle immatricolazioni rischia di rallentare anche il rinnovamento del parco circolante e il percorso verso una mobilità più sostenibile. Da qui la richiesta di incentivi mirati e misure di sostegno rivolte a famiglie e piccole imprese, che tengano conto delle specificità dell’Isola e dei costi di trasporto. L’obiettivo, conclude il presidente di Confartigianato Sardegna, è favorire il ricambio dei veicoli senza penalizzare chi utilizza l’auto per lavorare e spostarsi.


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