Formazione

Università di Cagliari: inaugurato l’anno accademico tra nuove sfide e opportunità I numeri dell'ateneo: 49 lauree triennali, 8 magistrali a ciclo unico e 45 magistrali biennali, per un totale di 102 corsi di studio

È stato inaugurato oggi l’anno accademico 2025-2026 dell’Università di Cagliari, nel 405° anno dalla sua fondazione con Privilegio Regio, con una cerimonia alla quale hanno partecipato il rettore Francesco Mola, la presidente della Regione Alessandra Todde, il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, diverse autorità civili, religiose e militari, sindaci e rettori di altre università italiane.

Ospite speciale la nota astrofisica Marica Branchesi, docente al Gran Sasso Science Institute e membro del Comitato tecnico scientifico per la candidatura italiana all’Einstein Telescope (ET), tema centrale della cerimonia: “Ascoltare l’Universo. Costruire il futuro”.

Numeri significativi caratterizzano il nuovo anno accademico: 49 lauree triennali, 8 lauree magistrali a ciclo unico e 45 lauree magistrali biennali, per un totale di 102 corsi di studio, che collocano l’Ateneo tra i grandi atenei italiani.

Tra i nuovi corsi attivati, il Corso di Laurea in Economia Aziendale & Management completamente a distanza, il Corso di Laurea Magistrale in Data Science, in Diritto dello Sviluppo Sostenibile e dell’Innovazione, in Ingegneria Gestionale e in Tossicologia Ambientale e Forense.

In evidenza anche il Corso di Laurea Professionalizzante in Ingegneria, nella sede di Olbia, denominato Tecnologie Industriali Elettriche e Aeronautiche, con due indirizzi: Tecnologie Elettriche Industriali e Conversione dell’Energia e il nuovo indirizzo Tecnologie e Manutenzione dei Sistemi Avionici. Nell’ambito della Facoltà di Medicina e Chirurgia saranno riattivati i corsi in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica e in Attività Motorie Preventive e Adattate per il 2026/27.

«Il numero dei corsi cresce, così come le immatricolazioni – ha sottolineato il rettore Mola –. La sfida più grande riguarda però la filiera della formazione: i pochi diplomati che accedono all’università rischiano di limitare le prospettive future del nostro territorio. Senza conoscenza non si genera lavoro, si rischia di diventare solo forza lavoro».

Il rettore ha spiegato che la scelta del tema della cerimonia riflette non solo l’attualità scientifica, ma soprattutto una grande opportunità collettiva: «L’Einstein Telescope è un’occasione unica che richiede sforzo comune e una visione chiara per costruire il futuro».


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