
Il Papa ha convocato oggi tutta la comunità cristiana a pregare per la pace, in un tempo segnato da sofferenze, incertezze e violenze. L’invito è a perseverare con fede, affidandosi alla misericordia di Dio perché tocchi i cuori e disarmi le logiche di dominio che alimentano i conflitti.
La preghiera si è inserita nei primi vespri della Domenica della Misericordia, richiamando il bisogno di perdono, conversione e rinnovamento interiore. La pace invocata non è una semplice tregua o un compromesso, ma un dono profondo che nasce dalla riconciliazione e dal compimento del disegno di Dio. Essa si fonda su verità, giustizia e misericordia: non può esistere senza perdono né senza apertura all’altro, riconosciuto come fratello nella comune umanità.
Al centro vi è il «dominio del cuore», cioè la capacità dell’uomo di orientare pensieri, volontà e azioni verso il bene, superando istinti aggressivi e chiusure. Solo un cuore purificato può guidare l’intelligenza verso la verità e sostenere una volontà capace di cercare il bene comune.
La pace, dunque, nasce anche dalla responsabilità personale: sentirsi parte di un unico destino e operare insieme per il bene. Per questo si rinnova l’invito a pregare incessantemente, affinché la misericordia di Dio trasformi i cuori e renda ciascuno operatore di pace nel mondo.
+ Giuseppe Baturi
Arcivescovo
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