
Due settimane in più per la pesca del riccio di mare in Sardegna. Dopo anni segnati da forti restrizioni e persino da stop totali legati alla scarsità della risorsa, nel 2026 arriva una decisione in controtendenza: la Regione concede una proroga della stagione per sostenere gli operatori del settore.
Il calendario originario fissava al 2 maggio la chiusura delle attività per i pescatori professionisti. Da quella data, i ricci sarebbero dovuti scomparire dai piatti dell’Isola. Ma le condizioni meteorologiche particolarmente avverse hanno cambiato lo scenario, riducendo drasticamente le giornate utili per la pesca.
A pesare sono stati soprattutto il maltempo persistente, un inverno rigido e il passaggio del ciclone Harry, che hanno limitato le uscite in mare e messo in difficoltà il comparto. Una situazione che ha spinto le principali associazioni di categoria a chiedere un intervento straordinario.
Richiesta accolta dall’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Agus, che ha autorizzato la proroga fino al 16 maggio. «Le giornate effettive di pesca nel 2026 sono state drasticamente ridotte», spiegano dalla Regione, sottolineando come la misura sia pensata per compensare almeno in parte le perdite subite dagli operatori.
La decisione riapre così temporaneamente la stagione del riccio di mare, prodotto simbolo della tradizione gastronomica sarda, cercando un equilibrio tra tutela della risorsa e sostegno economico a un settore già fragile.
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