
Rafforzare il legame tra giustizia e territorio, puntando su percorsi di reinserimento e responsabilizzazione. È questo l’obiettivo dei laboratori territoriali promossi dal Centro Servizi per il Volontariato Sardegna (CSV), dedicati alla giustizia di comunità.
A raccontare il percorso, Alessandra Lardieri referente sportello e area giustizia e volontariato del Centro Servizi per il Volontariato Sardegna (CSV) e Giusy Marongiu referente area ricerche.
Dopo un primo seminario a Oristano organizzato lo scorso gennaio, il percorso entra nel vivo con quattro appuntamenti: Sassari (6 maggio), Nuoro (14 maggio), Cagliari (28 maggio) e Oristano (23 giugno). Incontri operativi, realizzati con gli Uffici di esecuzione penale esterna, per approfondire strumenti alternativi alla detenzione come il lavoro di pubblica utilità e la messa alla prova.
L’iniziativa – come spiegano le intervistate – nasce anche dall’esigenza di molte associazioni che, pur disponibili ad accogliere persone in questi percorsi, chiedono maggiore informazione su modalità e responsabilità. I laboratori vogliono quindi offrire accompagnamento, supporto e favorire il dialogo tra volontariato e sistema giudiziario. Il progetto è affiancato da una ricerca sul rapporto tra Terzo settore e giustizia in Sardegna, attualmente in corso attraverso questionari e focus group. L’obiettivo è mappare esperienze, individuare criticità e proporre azioni per rafforzare la collaborazione.
Al centro, il modello della giustizia di comunità: un approccio che coinvolge attivamente i territori e riconosce al volontariato un ruolo chiave nei percorsi di inclusione e ricostruzione dei legami sociali.
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