Cultura e Arte

A San Saturnino un incontro sulle ricerche dei «Corpi Santi» tra Seicento e archeologia L'appuntamento è in programma sabato 30 maggio alle 11 alla Basilica: le relazioni di Donatella Mureddu e Gianluigi Marras

Un viaggio nella storia delle reliquie dei martiri e nelle grandi campagne di ricerca che tra Seicento e devozione popolare coinvolsero anche la Sardegna. È in programma sabato 30 maggio alle 11 alla Basilica di San Saturnino un incontro di approfondimento dedicato al fenomeno dei «Corpi Santi», tema che interessò numerosi centri europei e che nell’Isola trovò due luoghi simbolo: San Saturnino a Cagliari e la Basilica di San Gavino a Porto Torres.

A guidare l’incontro saranno Donatella Mureddu e Gianluigi Marras, studiosi impegnati da anni nella ricerca storica e archeologica sui due importanti complessi monumentali.

Donatella Mureddu, tra le autrici del volume Sancti Innumerabiles, illustrerà gli studi condotti nell’area di San Saturnino, soffermandosi in particolare sulle ricerche coordinate dalla professoressa Rossana Martorelli e dal professor Antonio Piras.

Al centro dell’intervento anche le tecniche di scavo adottate nel corso dei secoli e il valore archeologico delle testimonianze emerse, nonostante le interpretazioni spesso influenzate dalla forte componente devozionale dell’epoca.

Particolare attenzione sarà dedicata anche alla figura di San Lucifero e alla scoperta della sua sepoltura, episodio che contribuì alla nascita di una venerazione profondamente radicata nella tradizione religiosa cagliaritana.

Gianluigi Marras ricostruirà invece le vicende legate alla Basilica di San Gavino e all’iniziativa promossa nel 1614 dall’arcivescovo Gavino Manca de Cedrelles, che diede avvio agli scavi per la ricerca delle reliquie dei martiri turritani.

Il diario dei lavori, considerato una testimonianza eccezionale, documenta nel dettaglio le operazioni di scavo e i ritrovamenti archeologici, contribuendo a diffondere nell’Isola il fenomeno delle ricerche dei «cuerpos santos».

Le indagini e i ritrovamenti dell’epoca ebbero inoltre importanti conseguenze sul piano architettonico e religioso, influenzando anche la trasformazione della Basilica di San Gavino con la realizzazione della cripta seicentesca.

L’incontro offrirà così l’occasione per approfondire un capitolo poco conosciuto della storia religiosa e archeologica della Sardegna, tra devozione, ricerca storica e memoria dei luoghi santi dell’Isola.


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