
fonte immagine – sito Ministero Giustizia
Gli avvocati dei familiari di Manuela Murgia contestano il no alla proroga delle indagini disposto dal Gip del Tribunale di Cagliari sul caso della giovane trovata morta il 4 febbraio 1995 nel canyon di Tuvixeddu.
In una nota, i legali Bachisio Mele, Maria Filomena Marras e Giulia Lai ricordano che da un capello rinvenuto nello stivaletto della vittima è stato ottenuto un profilo genetico maschile completo, tuttora non attribuito: escluso l’ex fidanzato, ma senza altri riscontri.
Chiedono quindi l’inserimento del Dna nella banca dati nazionale per consentire confronti e possibili identificazioni.
La famiglia sollecita inoltre nuovi accertamenti: sul Dna da contatto sulla cintura e un approfondimento sul cromosoma Y sugli indumenti intimi, per chiarire tracce biologiche maschili già emerse.
Secondo i legali, si tratta di verifiche fondamentali per lo sviluppo delle indagini, non per individuare un sospetto specifico ma per arrivare all’identificazione del responsabile.
Infine, sottolineano di non avere accesso diretto al fascicolo e di non conoscere l’impatto delle dichiarazioni pubbliche di un testimone a “Le Iene” riguardo alla pulizia dell’auto di Enrico Astero il giorno successivo al ritrovamento.
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