La manifestazione

Presidio davanti al Consiglio regionale contro la produzione di armi: «La Regione scelga da che parte stare» I promotori intendono portare all'attenzione del Consiglio regionale le ricadute ambientali, sociali e politiche della vicenda

Presidio  davanti al palazzo del Consiglio regionale, a Cagliari, dove associazioni ambientaliste, antimilitariste e sindacali hanno manifestato per chiedere lo stop alla produzione di armi in Sardegna e il blocco del progetto di ampliamento dello stabilimento Rwm di Iglesias-Domusnovas.

I partecipanti, impegnati da anni nelle campagne contro la fabbrica di armamenti, hanno chiesto un confronto con i capigruppo del Consiglio regionale, sollecitando una presa di posizione politica sul futuro del sito produttivo.

La Regione deve decidere da che parte stare hanno detto i manifestanti.

Nel corso della manifestazione è stata consegnata una lettera aperta indirizzata al presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, e ai presidenti dei gruppi consiliari. Il documento è sottoscritto da numerose organizzazioni, tra cui Italia Nostra Sardegna, Movimento Nonviolento Sardegna, A Foras, Usb Sardegna, Comitato Riconversione Rwm, Confederazione Sindacale Sarda, Cagliari Social Forum, Anpi Cagliari, Cobas Cagliari e altre realtà del territorio.

I firmatari esprimono «forte preoccupazione» per la decisione della Giunta regionale di non pronunciarsi direttamente sulla richiesta di Valutazione di impatto ambientale (Via) relativa al progetto, demandando il procedimento a un commissario ad acta.

Secondo le associazioni, si tratta di una scelta che «ha di fatto compresso l’autonomia regionale e leso il principio di legalità», sostenendo le ragioni della multinazionale anche nel contenzioso davanti al Tar Sardegna.

Nel documento viene inoltre denunciato quello che i promotori definiscono un progressivo processo di militarizzazione del territorio. «La politica industriale per il Sud della Sardegna è di fatto determinata da soggetti esterni e orientata verso la produzione bellica», sostengono.

Con la richiesta di incontro ai capigruppo, le organizzazioni promotrici intendono portare all’attenzione del Consiglio regionale le ricadute ambientali, sociali e politiche della vicenda e sollecitare un cambio di indirizzo da parte della Regione sul tema della produzione di armamenti nell’Isola.


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