L'emergenza

Antincendi, la Regione richiama i sindaci: «Estate difficile, serve il massimo livello di attenzione» Dall'inizio del 2026 sono scoppiati 903 incendi, che hanno percorso oltre 4.000 ettari di territorio: solo a giugno 670 roghi

L’ondata di caldo che sta interessando la Sardegna e le condizioni meteorologiche favorevoli allo sviluppo dei roghi impongono il massimo livello di allerta. Per fare il punto sulla campagna antincendio boschivo 2026, l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha riunito i sindaci dell’Isola e tutti i soggetti coinvolti nel Sistema regionale antincendio: Prefetture, Protezione civile, Corpo forestale, Vigili del fuoco, Agenzia Forestas e rappresentanti del volontariato.

L’incontro è stato convocato anche alla luce di una stagione caratterizzata da condizioni meteorologiche estreme, con temperature elevate alternate ad allerte per rischio idrogeologico dovute a temporali, un quadro che rende particolarmente complessa la gestione delle emergenze.

«È un piano nato dalla condivisione del lavoro», ha spiegato Laconi. «Abbiamo voluto confrontarci con tutti i componenti del sistema di protezione civile e della lotta agli incendi per illustrare la pianificazione approvata per il 2026, condividere le novità introdotte e ribadire ai sindaci la vicinanza della Regione e l’importanza di un’azione coordinata tra tutti i livelli istituzionali».

Mezzi aerei sufficienti, servono più uomini a terra

Secondo l’assessora, la flotta aerea attualmente schierata è adeguata a garantire gli interventi, mentre occorre rafforzare ulteriormente il dispositivo terrestre.

«Servono più mezzi e soprattutto più operatori sul territorio», ha sottolineato. «È necessario potenziare non solo il Corpo forestale, ma anche Forestas, che ha già effettuato nuove assunzioni tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 e ne prevede altre entro quest’anno».

Laconi ha ribadito che il contrasto agli incendi si basa sul lavoro di squadra. «Il sistema funziona perché coinvolge tante istituzioni, assessorati, enti e operatori. Solo con questo spirito di collaborazione possiamo affrontare con determinazione un rischio così rilevante per la Sardegna».

Informazione e prevenzione

Tra le novità della campagna 2026 assume un ruolo centrale anche la sensibilizzazione dei cittadini.

«Molto spesso sono proprio i cittadini i primi ad avvistare un incendio», ha ricordato l’assessora. «Per questo abbiamo rinnovato la campagna regionale di informazione, con l’obiettivo di renderla ancora più efficace e coinvolgere la popolazione nella prevenzione».

La macchina operativa

Dal primo luglio il dispositivo regionale è entrato a pieno regime. Sono operativi 12 elicotteri, di cui 10 gestiti dal Corpo forestale e 2 dalla Protezione civile attraverso l’appalto FES. I velivoli sono distribuiti sul territorio e possono decollare entro sette minuti dalla richiesta del direttore delle operazioni di spegnimento, la figura che coordina gli interventi sul luogo dell’incendio.

Sul fronte terrestre sono impegnati gli uomini del Corpo forestale, di Forestas, dei Vigili del fuoco e del volontariato, con una presenza capillare nelle aree a maggiore rischio.

Oltre 900 incendi dall’inizio dell’anno

I numeri confermano la difficoltà della stagione. Dall’inizio del 2026 in Sardegna sono stati registrati 903 incendi, che hanno percorso oltre 4.000 ettari di territorio.

Il mese più critico è stato giugno, con circa 670 roghi, mentre nei primi giorni di luglio se ne contano già 33, a conferma di una campagna antincendio che si preannuncia tra le più impegnative degli ultimi anni.


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