Economia

Bombardieri (Uil): «Serve una nuova politica industriale nazionale» Il segretario nazionale in città per il congresso regionale del sindacato. Sul tavolo le proposte legate al lavoro e allo sviluppo sociale del territorio

I lavori del congresso Uil (foto pagina FB)

Nel corso del congresso regionale della Uil a Cagliari, il segretario generale nazionale Pierpaolo Bombardieri ha posto l’attenzione sul tema dei rapporti tra contributi pubblici e politiche industriali, citando il caso di una grande azienda come Electrolux e la recente procedura di licenziamento che coinvolgerebbe circa 1.700 lavoratori. Bombardieri ha sottolineato come, a fronte di circa 700 milioni di euro ricevuti in dieci anni per l’acquisto di beni e elettrodomestici, sia necessario prevedere meccanismi di restituzione delle risorse pubbliche qualora le imprese delocalizzino o chiudano, chiedendo che i sostegni siano vincolati a precisi impegni occupazionali e sociali.

Il leader sindacale ha ribadito l’esigenza che i finanziamenti alle imprese siano condizionati al rispetto di criteri stringenti: mantenimento dei livelli occupazionali, applicazione dei contratti collettivi maggiormente rappresentativi, tutela della sicurezza sul lavoro e promozione delle pari opportunità. Al centro dell’intervento anche la vertenza del Sulcis, definita emblematica delle difficoltà con cui in Italia vengono affrontate non solo le crisi aziendali, ma anche quelle territoriali, spesso senza una strategia industriale condivisa tra istituzioni e parti sociali.

Sul fronte regionale, la segretaria della Uil Sardegna Fulvia Murru ha indicato nella sanità la priorità assoluta per l’Isola, denunciando criticità come le liste d’attesa, la carenza di prevenzione e l’elevata mobilità sanitaria verso altre regioni. Secondo Murru, non bastano annunci o protocolli, ma serve un impegno concreto per garantire il diritto alla salute e ridurre i disagi dei cittadini.

Dal congresso è arrivato anche un richiamo alla politica regionale e nazionale: affrontare le vertenze aperte con decisione, dalla continuità territoriale alle crisi industriali legate ai costi energetici, in un contesto internazionale complesso che richiede interventi strutturali e non soluzioni temporanee.


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