
Una partecipazione ampia e convinta ha accompagnato giovedì scorso, ai piedi della scalinata della Basilica di Bonaria, l’iniziativa «Insieme operatori di pace», promossa da una vasta rete di associazioni, movimenti e organizzazioni del territorio per richiamare l’attenzione sul valore della pace in un tempo segnato da guerre, violenze e crescenti tensioni internazionali.
Attorno all’ulivo piantato ventidue anni fa durante la guerra in Iraq, simbolo di speranza e di rifiuto della violenza, si sono ritrovati cittadini, rappresentanti del mondo associativo, volontari, esponenti delle comunità religiose e numerose famiglie. Una presenza che ha superato le aspettative degli stessi promotori e che ha trasformato la manifestazione in un significativo momento di testimonianza pubblica.
«La manifestazione è andata benissimo, oltre ogni aspettativa», ha commentato il giornalista Franco Meloni, tra i partecipanti all’iniziativa. «Attorno a questa proposta si è sviluppato un movimento di gruppi molto diversi tra loro che hanno scelto di ritrovarsi senza simboli di appartenenza, senza altre bandiere se non quella della pace. È stato un momento molto bello e coinvolgente in un luogo che per Cagliari ha un valore speciale». Meloni ha sottolineato come l’incontro abbia saputo unire persone provenienti da esperienze differenti, credenti e non credenti, accomunate dal desiderio di riaffermare il valore della pace e della solidarietà.
L’iniziativa era nata quasi spontaneamente da una conversazione tra amici, ma nel giro di poche settimane ha raccolto l’adesione di oltre quaranta associazioni e realtà del territorio. «Ci siamo detti che era necessario ritrovarci ai piedi di quegli ulivi piantati anni fa per chiedere insieme la pace e riconoscerci come comunità capace di camminare unita», ha spiegato il diacono Pino Siddi, direttore dell’Ufficio diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso. «Hanno aderito associazioni religiose, sindacali, culturali e sociali: persone diverse che hanno deciso di mettere al centro i valori della pace, della libertà, della democrazia, della giustizia e del rispetto reciproco».
Particolarmente significativo il momento conclusivo della manifestazione, quando rappresentanti delle diverse confessioni cristiane, della comunità islamica e del mondo buddhista hanno condiviso una preghiera comune per la pace, testimoniando concretamente la possibilità di costruire percorsi di dialogo e fraternità anche a partire dalle differenze.
Presente anche l’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi, che ha voluto unirsi all’iniziativa e alla preghiera conclusiva. «In un tempo segnato da conflitti, divisioni e sofferenze che colpiscono soprattutto i più deboli, il desiderio di pace che emerge dal popolo di Dio e da tante donne e uomini di buona volontà rappresenta un segno di speranza. La pace nasce dall’incontro, dall’ascolto reciproco e dal riconoscimento della dignità di ogni persona. Per questo è importante continuare a costruire occasioni di dialogo e di fraternità».
L’incontro di Bonaria ha così consegnato alla città un messaggio chiaro: la pace continua a essere un valore condiviso e un obiettivo da perseguire insieme. Una voce corale che da Cagliari si è levata verso il Mediterraneo e verso il mondo, chiedendo che il dialogo prevalga sulle armi e che la fraternità abbia l’ultima parola sulle divisioni.
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