
Un cantiere
Il mercato delle opere pubbliche in Sardegna negli anni 2021-2025 è stato fortemente influenzato dall’attuazione del PNRR, che ha inciso in modo decisivo sia sulla quantità degli investimenti sia sulle modalità di gestione delle gare.
Nel periodo considerato sono state aggiudicate 374 procedure tra Pnrr e Pnv, per un valore complessivo pari a 5,3 miliardi di euro. Un dato che evidenzia il peso rilevante del Piano sul totale della spesa per lavori pubblici, arrivando a rappresentare quasi la metà delle risorse complessive mobilitate nel settore.
Secondo il monitoraggio del centro studi Cna, la Sardegna ha mostrato una buona capacità di attuazione: il 96,5% del valore delle gare risulta infatti aggiudicato, segno di una macchina amministrativa in grado di tradurre rapidamente la programmazione in cantieri. La distribuzione temporale mostra però fasi molto diverse: un avvio concentrato nel 2021 con poche opere ma di grande valore, una piena operatività nel 2022 e il picco numerico nel 2023 con 189 gare.
Dal 2024 si osserva una riduzione progressiva dell’impatto del Piano, con una diminuzione sia del numero delle procedure sia dei valori economici, fino al 2025, anno in cui il peso del Pnrr si riduce ulteriormente, segnando la fase finale della programmazione straordinaria.
Le risorse si concentrano in particolare su alcune missioni strategiche. La più rilevante è quella legata alle infrastrutture energetiche, con interventi di grande scala come collegamenti elettrici e opere di rete. Seguono la transizione ecologica, con progetti su acqua, energia e sostenibilità, e la digitalizzazione, che ha portato alla diffusione della banda ultra larga e al potenziamento dei servizi pubblici.
Molto attiva anche la missione dedicata a istruzione e ricerca, con numerosi interventi su scuole e asili, e quella per inclusione e rigenerazione urbana, che ha interessato diversi centri dell’Isola con progetti di riqualificazione degli spazi pubblici.
Resta tuttavia un elemento critico: secondo Cna, solo una quota minima della spesa, pari al 3%, è stata intercettata dalle imprese sarde. Un dato che evidenzia un paradosso strutturale: grande capacità di spesa e attuazione, ma scarso radicamento economico delle risorse nel tessuto produttivo locale.
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