La decisione

Confcooperative Cagliari, il caldo costringe l’anticipo della vendemmia Diverse cantine tra Cagliaritano, Sulcis Iglesiente e Medio Campidano hanno scelto di anticipare i tempi

Il grande caldo anticipa la vendemmia. Diverse cantine aderenti a Confcooperative Cagliari tra Città Metropolitana di Cagliari, il Sulcis-Iglesiente e il Medio Campidano hanno deciso di anticipare i lavori nei propri vigneti per arginare gli effetti delle ondate di calore che stanno colpendo l’isola da diversi mesi.

«In quasi tutte le nostre cooperative vitivinicole è stato necessario anticipare la vendemmia in alcuni casi anche di due settimane a causa delle ondate di calore che stanno sottoponendo le uve a un forte stress, con temperature superiori ai 40 gradi durante il giorno e sbalzi termici di venti gradi nelle ore notturne – ha spiegato in una nota diffusa dall’associazione Fabio Onnis, presidente di Confcooperative Cagliari – Affrontare condizioni climatiche così estreme significa lavorare in una situazione di continua emergenza. Grazie all’esperienza dei nostri viticoltori e alle scelte adottate in cantina si riesce comunque a preservare la qualità dei vini, ma se la situazione dovesse protrarsi ancora sarà inevitabile fare i conti anche con una possibile riduzione della produzione».

Caldo, precipitazioni temporalesche improvvise: i frutti della crisi climatica mettono alla prova il lavoro dei produttori già consci, ha sottolineato Onnis che quella del 2026 sarebbe stata «un’annata particolare». «Quello che era meno ipotizzabile – ha proseguito il presidente di Confcooperative Cagliari – era una persistenza così lunga di temperature tanto elevate. A criticità storiche come insularità, competitività sui mercati e siccità si aggiungono oggi gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico. In questo la cooperazione è fondamentale proprio perché permette alle imprese di condividere competenze, programmare insieme e sostenersi nei momenti di maggiore difficoltà». Sarà necessaria però anche una rispsote da parte della politica. «Ora servono risposte concrete, con nuovi strumenti e politiche capaci di accompagnare le cooperative del settore nell’affrontare condizioni climatiche sempre più estreme e prolungate».

 


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