
Domani (domenica 7 giugno) la Chiesa celebra il Corpus Domini, la solennità che onora in modo particolare il mistero del Corpo e del Sangue di Cristo. Un mistero che Papa Benedetto XVI amava definire «il sacramento della carità di Cristo», mettendo in evidenza il cuore stesso dell’Eucaristia: l’amore di Dio che si dona agli uomini e li attira a sé.
Nella sua esortazione apostolica Sacramentum Caritatis, Benedetto XVI riprendeva un’intuizione di sant’Agostino: l’uomo è naturalmente mosso da ciò che lo attrae e suscita in lui il desiderio. La domanda fondamentale è allora questa: che cosa attira davvero il cuore dell’uomo? La risposta è l’esperienza di un amore che trasforma la vita, il modo di guardare gli altri, di costruire relazioni e di abitare il mondo.
L’Eucaristia è proprio questo: il sacramento della carità che muove l’uomo suscitando in lui il desiderio di Cristo. Paradossalmente, spesso se ne comprende il valore soprattutto quando non è possibile parteciparvi. Molte persone sperimentano allora una sofferenza profonda, accompagnata dal desiderio di ricostituire la comunione con il Signore. In questa nostalgia si manifesta la forza attrattiva dell’amore di Cristo presente nel sacramento.
Ma l’Eucaristia non è soltanto un dono da ricevere. È anche una realtà che plasma la vita di chi la celebra. I Padri della Chiesa ricordavano che nel mistero eucaristico «diventiamo ciò che mangiamo». Ricevendo il Corpo di Cristo siamo chiamati a conformare la nostra esistenza alla natura stessa dell’amore che accogliamo.
Da qui nasce l’impegno della testimonianza. Non una militanza vissuta per dovere, ma la risposta grata e stupita a ciò che Dio ha compiuto per noi in Cristo. Lo stupore diventa testimonianza nel modo di vivere, di parlare, di perdonare e di relazionarsi con gli altri. Come ricordava Benedetto XVI, attraverso il cristiano non dovrebbe apparire anzitutto se stesso, ma un Altro che vive in lui e si comunica al mondo.
L’amore di Dio raggiunge normalmente gli uomini attraverso la testimonianza di altri uomini. Per questo l’Eucaristia genera il desiderio che anche altri possano conoscere e accogliere questo amore. Il pane e il vino, frutto della terra, del lavoro dell’uomo e del dono di Dio, diventano Corpo e Sangue di Cristo. Allo stesso modo, la nostra vita, fatta di relazioni, di lavoro e di grazia ricevuta, è chiamata a diventare un’offerta continua, colma di gratitudine, stupore e testimonianza.
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