Diocesi

«Dove va l’8xmille?»: i progetti realizzati dalla diocesi di Cagliari grazie alla firma sulla dichiarazione dei redditi La presentazione nei giorni scorsi nei locali della Curia arcivescovile a Cagliari

Oltre due milioni di euro destinati alla carità, al sostegno delle famiglie più fragili, ai giovani, alle attività pastorali e alla cura del patrimonio ecclesiastico.

La diocesi di Cagliari ha presentato i progetti finanziati con i fondi dell’8xmille durante l’incontro «Dove va l’8xmille», svoltosi venerdì scorso nei locali della Curia arcivescovile.

L’iniziativa, promossa dal Servizio diocesano del Sovvenire insieme all’Ufficio per le comunicazioni sociali e alla fondazione Kalaritana Media, è stata un momento di racconto sull’utilizzo delle risorse ricevute e sulle ricadute concrete per le comunità.

Ad aprire i lavori sono stati l’arcivescovo monsignor Giuseppe Baturi e il direttore del Servizio diocesano del Sovvenire, don Alessandro Simula.

«La presentazione dei progetti e del bilancio sociale dell’8xmille è un momento di trasparenza – ha spiegato don Simula – che mostra come le risorse vengano impiegate in opere e servizi a favore del territorio, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità».

Nel 2025 la diocesi ha ricevuto complessivamente 2.107.324,51 euro dai fondi dell’8xmille: 1.084.146,28 euro per il culto e la pastorale e 1.023.178,23 euro per la carità.

A illustrare nel dettaglio dati e progetti, don Giuseppe Camboni, vicario episcopale per l’amministrazione dei beni temporali della Chiesa.

«L’8xmille – ha detto – sostiene le situazioni di bisogno, promuove il lavoro, tutela il patrimonio artistico e culturale e rafforza il welfare comunitario attraverso reti solidali e la diffusione della cultura del volontariato».

Tra gli interventi sociali più rilevanti figurano 402.500 euro destinati alle famiglie in difficoltà socio-economica, 77.000 euro per i giovani e 315.000 euro per catechesi e formazione.

Gli interventi di carità immediata raggiungono 769.000 euro, pari al 36,49% del totale, includendo anche i progetti legati al Giubileo 2025. Tra i cosiddetti «segni giubilari» rientrano il microcredito «Mi fido di noi», i centri di accoglienza Caritas, il sostegno al Centro di aiuto alla vita e percorsi di reinserimento sociale, per un totale di 85.000 euro.

Ulteriori risorse sono state destinate ad anziani e malati (80.000 euro), alle persone detenute (60.000 euro), alle comunicazioni sociali (125.000 euro), alle missioni (17.000 euro) e alle parrocchie (273.000 euro).

Previsti inoltre 218.200 euro per gli uffici diocesani e 449.500 euro per edilizia e manutenzioni, con attenzione anche all’efficientamento energetico degli immobili ecclesiastici.

A ciò si aggiungono gli interventi di restauro e recupero del patrimonio storico e religioso, grazie ai fondi erogati direttamente dall’8xmille della Cei, integrati anche con la compartecipazione dei Comuni.

Tra questi, il restauro della chiesa di San Pietro Apostolo a Monastir e il recupero del campanile della chiesa di Villagreca, ciascuno dei quali per un importo di 110mila euro, di cui 77.000 provenienti dai fondi Cei e la restante quota dai Comuni.

A Settimo San Pietro sarà invece restaurata la chiesa di San Pietro Apostolo con un intervento da 100.000 euro, finanziato per 70.000 euro dai fondi Cei, e per il resto dal Comune.

A Guamaggiore è prevista la riqualificazione della casa canonica della parrocchia di San Sebastiano Martire: investimento complessivo da 150mila euro, di cui 105mila provenienti dalla Cei, e il resto da diocesi e parrocchia.

«L’8xmille è un sostegno concreto – evidenzia don Mario Pili, direttore dell’Ufficio tecnico per l’edilizia di culto e i beni culturali – soprattutto per le comunità più piccole e periferiche. I progetti coinvolgono professionisti e imprese, generando lavoro sul territorio e contribuendo alla conservazione della memoria storica».

Previsti anche impianti di videosorveglianza in cinque parrocchie per un totale di 20.000 euro, per favorire una maggiore tutela e fruibilità degli edifici. Inoltre, la quota annuale complessiva di 38.800 euro destinata al Museo diocesano, alla Biblioteca del Seminario e all’Archivio storico diocesano.

Maria Chiara Cugusi


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