La conferenza

«Dove va l’8xmille»: la Diocesi presenta i progetti e l’utilizzo dei fondi La conferenza si è tenuta questa mattina nella Sala Benedetto XVI della Curia Arcivescovile di Cagliari

Si è svolta questa mattina, venerdì 29 maggio 2026, nella Sala Benedetto XVI della Curia arcivescovile di Cagliari, la presentazione dei progetti e dell’utilizzo dei fondi 8xmille nella Diocesi di Cagliari. L’iniziativa «Dove va l’8xmille» è stata promossa dal Servizio diocesano del Sovvenire, in collaborazione con l’Ufficio per le Comunicazioni Sociali e la Fondazione Kalaritana Media.
Il Servizio del Sovvenire è dedicato alla promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, fondato su valori ecclesiali e civili quali comunione ecclesiale, solidarietà, perequazione, corresponsabilità e trasparenza.

Ad aprire i lavori sono stati l’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi, e il direttore del Servizio diocesano del Sovvenire, don Alessandro Simula. «Attraverso i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica – ha sottolineato l’Arcivescovo monsignor Giuseppe Baturi – le comunità possono toccare con mano il valore concreto della corresponsabilità e della solidarietà. Ogni firma si trasforma in opere, servizi, sostegno alle persone più fragili, attenzione educativa, carità e cura del patrimonio che appartiene alla storia e all’identità del nostro territorio. Presentare quanto realizzato nella Diocesi di Cagliari significa raccontare non soltanto numeri o interventi, ma volti, storie e percorsi di speranza che ogni giorno prendono forma grazie alla generosità di tanti cittadini. È un segno di fiducia che diventa vicinanza concreta alle persone e alle comunità».

«Il Servizio diocesano del Sovvenire – ha ricordato don Simula – nasce per accompagnare le comunità nella comprensione del valore del sostegno economico alla Chiesa, che non si esaurisce nel gesto materiale, ma diventa espressione di corresponsabilità e partecipazione. La presentazione dei progetti e del bilancio sociale dell’8xmille rappresenta un momento significativo di trasparenza e restituzione, attraverso il quale è possibile mostrare come le risorse si traducano in opere e servizi a favore delle persone e del territorio. Particolare attenzione viene riservata alle situazioni di fragilità, segno di una carità che si esprime in modo integrale, abbracciando le dimensioni materiale, umana e relazionale».

A illustrare dati, opere e progettualità è stato don Giuseppe Camboni, vicario episcopale per l’amministrazione dei beni temporali della Chiesa. «La trasparenza nell’utilizzo dei fondi dell’8xmille – ha affermato don Camboni – è un dovere verso i fedeli e tutti i cittadini che sostengono la Chiesa cattolica. Le risorse vengono usate per interventi concreti a favore delle persone, delle comunità e del patrimonio ecclesiastico, secondo criteri di responsabilità e rendicontazione. Il bilancio sociale è uno strumento per comunicare in modo chiaro l’impatto delle attività realizzate. In questo anno assume particolare rilievo anche l’introduzione dei segni giubilari, che rendono visibile il legame tra il Giubileo 2025 e le opere di carità sul territorio». «L’8xmille – ha aggiunto il vicario – rappresenta non solo un moltiplicatore di risorse per le situazioni di bisogno, ma anche uno strumento di promozione del lavoro, tutela del patrimonio artistico e culturale e rafforzamento del welfare comunitario, attraverso reti solidali e la diffusione della cultura del volontariato».


Scopri di più da Kalaritana Media

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.