
Due nuovi ambulatori dedicati ai pazienti GUCH (Grown Up Congenital Heart), adulti con cardiopatie congenite, rafforzano il percorso assistenziale dell’ARNAS G. Brotzu. Il primo è stato inaugurato alla presenza dei soci e del direttore di Conad Nord Ovest, Michele Orlandi.
La realizzazione è stata possibile grazie ai 257 mila euro raccolti con l’iniziativa solidale «Facciamo sentire il nostro amore», promossa da Conad Nord Ovest nei mesi di novembre e dicembre 2025. La risposta dei cittadini ha consentito di ampliare il progetto iniziale: le risorse hanno infatti permesso di attrezzare due ambulatori GUCH anziché uno.
Gli spazi sono dotati di ecografi di ultima generazione, elettrocardiografi, saturimetri, un nuovo lettino e altre apparecchiature elettromedicali. Il progetto si inserisce nell’attività della Struttura di Cardiologia Pediatrica e delle Cardiopatie Congenite dell’ARNAS G. Brotzu, diretta dalla dottoressa Angelica Rossi, che segue i pazienti dalla fase pediatrica all’età adulta.
I progressi della cardiochirurgia e delle tecniche interventistiche hanno aumentato il numero di bambini operati per cardiopatie congenite che raggiungono l’età adulta. Per loro la continuità assistenziale è fondamentale, con controlli regolari e un’équipe specialistica in grado di conoscere e seguire la storia clinica nel tempo.
«La continuità dell’assistenza – , sottolinea Angelica Rossi – è un elemento essenziale del percorso di cura. La possibilità di disporre di spazi dedicati ai pazienti GUCH rappresenta un passo importante per rendere ancora più strutturato questo percorso».
Il secondo ambulatorio è già completamente attrezzato. Il progetto è stato realizzato anche grazie alla Fondazione GISE ETS, che ha gestito la donazione e accompagnato l’iniziativa. Presente all’inaugurazione anche il presidente della Fondazione, Giuseppe Tarantini, impegnato nella stessa mattinata, insieme alla dottoressa Rossi, in sala operatoria per un intervento complesso.
Per il direttore generale dell’ARNAS G. Brotzu, Maurizio Marcias, la donazione «dimostra quanto la collaborazione tra sanità pubblica, realtà del territorio e cittadini possa produrre risultati importanti». Il nuovo ambulatorio consentirà inoltre di visitare fino a 12 pazienti in più al giorno, aumentando le prestazioni e migliorando l’organizzazione dell’attività ambulatoriale.
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