Prosegue fino al 24 luglio, nel bene confiscato alla mafia di Su Piroi, a Gergei, la ventiduesima edizione di “Estate Liberi”, il campo di volontariato e formazione promosso da Libera Sardegna. L’iniziativa, iniziata il 18 luglio, coinvolge giovani provenienti da diverse regioni italiane e dall’estero, tra cui un gruppo arrivato da Berlino, in un percorso dedicato alla legalità, all’impegno civile e alla valorizzazione sociale dei beni confiscati.
Le mattine sono dedicate ai lavori di manutenzione e cura degli spazi, mentre i pomeriggi ospitano incontri e momenti di approfondimento sui temi dell’antimafia, della corruzione e del riutilizzo dei beni confiscati. I partecipanti visitano inoltre alcuni centri del territorio, trasformando il campo in un’esperienza di condivisione e cittadinanza attiva.
«È un momento di manualità, ma soprattutto di formazione, conoscenza del territorio e confronto», spiega il coordinatore di Libera Sardegna, Giampiero Farru. «Un percorso che non si conclude con il campo, ma prosegue attraverso il progetto “Restate Liberi”, che mantiene in rete i giovani partecipanti».
Tra i volontari c’è Margherita, arrivata da Berlino insieme a un gruppo di studenti: «A scuola avevamo approfondito il tema della mafia e dell’antimafia. Abbiamo scelto di vivere questa esperienza in Sardegna». Il lavoro quotidiano di sistemazione degli spazi assume così un forte valore simbolico, restituendo alla collettività un luogo sottratto alla criminalità organizzata.
Ha scelto il campo anche Carlotta, arrivata da Ravenna dopo aver conosciuto Libera durante il percorso universitario. «È stata una scelta bellissima, tra lavoro, condivisione e momenti formativi», racconta.
Per Filippo, di Oristano, il valore dell’iniziativa risiede soprattutto nell’incontro con persone provenienti da esperienze diverse: «È un’occasione per confrontarsi con altri giovani e approfondire i temi dell’antimafia».
Nel corso della settimana è stato inoltre dedicato spazio alla campagna “Diamo linfa al bene”, con cui Libera chiede di destinare il 2% del Fondo Unico Giustizia alla manutenzione dei beni confiscati alle mafie.
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