
La Sardegna è ultima in Italia per capacità di offrire ai giovani opportunità di lavoro, formazione e impresa. È quanto emerge dall’indice «Youth Friendly 2026», elaborato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna su dati Unioncamere-Infocamere, INAIL, INPS ed Excelsior, attraverso 27 indicatori suddivisi in quattro ambiti: lavoro, impresa, competenze e territorio.
Con 371 punti su una scala da 100 a 1.000, l’Isola si colloca al ventesimo posto nella graduatoria regionale, nella fascia di bassa attrattività, ben al di sotto della media nazionale di 564 punti. In testa figurano Lombardia (727), Emilia-Romagna (703) e Veneto (697).
Le criticità maggiori riguardano la qualità dell’occupazione e la formazione. In Sardegna soltanto l’8% delle assunzioni degli under 30 prevede un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, contro una media nazionale del 17,5%. I giovani rappresentano inoltre il 23,5% delle entrate previste dalle imprese, rispetto al 27,5% italiano. Sul fronte dell’istruzione, appena il 23,8% dei sardi tra 25 e 39 anni possiede una laurea o un titolo terziario, contro il 31,1% nazionale. Solo l’8,4% delle imprese è disponibile a ospitare giovani in tirocinio.
Il quadro occupazionale si accompagna a una crescente emergenza demografica. Tra il 2021 e il 2025 l’occupazione under 35 nell’Isola è diminuita dell’1,4%, mentre in Italia è cresciuta dell’8,9%. Il tasso di occupazione giovanile si ferma al 38,4% e sono ancora 33mila i giovani che non studiano e non lavorano. Entro il 2051, secondo le proiezioni citate nel dossier, la Sardegna potrebbe perdere 150mila under 35.
«I dati non devono diventare una sentenza sul futuro dell’Isola», sottolinea Mattia Urru, presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato Sardegna, che chiede maggiore accesso al credito, meno burocrazia, formazione imprenditoriale e incentivi per accompagnare le attività dalla nascita alla crescita.
L’artigianato rappresenta una risorsa strategica: nell’Isola si contano 2.570 imprese artigiane giovanili, pari al 21% delle realtà imprenditoriali giovanili, con circa 9mila addetti. Dai servizi alla persona all’edilizia, fino alla ristorazione, queste attività sostengono l’economia locale e contribuiscono a contrastare lo spopolamento.
Per Confartigianato, la sfida è creare condizioni concrete affinché i giovani possano scegliere di restare, investire e costruire il proprio futuro in Sardegna, valorizzando competenze, innovazione e capacità imprenditoriale.
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