La situazione

Incendi e alte temperature: l’allarme di Coldiretti Danni per oltre 10 milioni a causa dei roghi, ma le alte temperature mettono in difficoltà diverse filiere

Da una parte la piaga degli incendi, dall’altra le alte temperature che mettono a rischio un intero comparto. La Coldiretti lancia un nuovo allarme per la salute di un intero settore messo a dura prova dalla crisi climatica e dalla piaga ciclica degli incendi.

Nel fine settimana, secondo l’associazione, gli incendi che hanno attraversato l’isola hanno provocato danni per una cifra vicina ai dieci milioni di euro. Motivo per cui Coldiretti chiede un’immediata presa di coscienza da parte della politica regionale, con la possibilità di incidere subito a sostegno di chi ha subito ingenti danni attraverso degli emendamenti alla variazione di bilancio in discussione in Consiglio. Non sono solo i roghi però a rendere complesso il quadro generale. Il termometro oltre i 40°C in diverse zone della Sardegna ha reso ulteriormente complesso l’approvigionamento di acqua e ristretto i tempi del lavoro, ma ha soprattutto posto in estrema difficoltà intere filiere, soprattutto quella apistica. «Di fatto – ha spiegato Giuseppe Casu, direttore di Coldiretti Cagliari – si sta riverificando ciò che è avvenuto già nel 2023: una potente grave ondata di calore che purtroppo determina temperature molto elevate che portano le api alla morte». Un aggravamento di un contesto già colpito negli scorsi mesi. «Il decorso climatico di questo inverno e di questa primavera hanno ridotto notevolmente le produzioni – aggiunge Casu – Abbiamo un meno 70% su alcune qualità di miele: chiederemo un supporto e chiederemo un intervento puntuale per la perdita di alveari a seguito della morte delle api». Chiara, dunque, la necessità di aiuti tempestivi. «Nel 2023 – continua il direttore di Coldiretti Cagliari – si studiò un aiuto alle aziende che non arrivò in maniera capillare, quindi ne chiediamo una rimodulazione e dall’altra chiediamo un ragionamento sul futuro. Abbiamo una situazione sempre più costante di condizioni sempre più estreme e riteniamo sia fondamentale che, in questa fase, ricerca e assistenza tecnica lavorino in maniera congiunta per offrire alle apicolture una prospettiva di adattamento a condizioni sempre più complesse e difficili».


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