Cultura

La casa di Maria Lai rivive negli scatti di Pietro Basoccu: in mostra «A casa di Lola, sulle tracce di Maria Lai» L'esposizione, fino al 9 settembre, è ospitata all'anfiteatro Caritas di Tortolì

La casa dove Maria Lai, chiamata in famiglia Lola, ha vissuto, creato e accolto amici e artisti diventa protagonista di una mostra fotografica che racconta l’intimità di uno dei luoghi più significativi della sua vita.

Fino al 9 settembre, l’Anfiteatro Caritas di Tortolì ospita «A casa di Lola, sulle tracce di Maria Lai», esposizione del fotografo Pietro Basoccu, inserita nel programma di «Largo ai sognatori», la manifestazione della Pastorale del Turismo 2026 promossa dalle Diocesi di Nuoro e Lanusei.

La dimora, frequentata dall’artista fin dall’infanzia e abitata per oltre vent’anni dopo il suo rientro in Sardegna, è il luogo in cui Maria Lai ha dato vita ad alcune delle sue opere più celebri: dalle tele cucite ai libri realizzati con ago e filo, dalle ceramiche ai telai policromi. Tra quelle stanze ha anche inventato giochi e filastrocche per i nipoti e accolto numerosi artisti e amici.

La mostra propone 36 fotografie in bianco e nero di grande formato, che restituiscono l’atmosfera della casa e la presenza ancora viva dell’artista attraverso gli ambienti, gli oggetti e i dettagli quotidiani.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo edito da Soter, che raccoglie filastrocche e poesie inedite di Maria Lai insieme ai commenti della nipote Maria Sofia Pisu, presidente dell’Archivio e della Fondazione dedicata all’artista.

«Pietro Basoccu è il primo autore a cui viene concesso di realizzare un lavoro fotografico oltre i confini del personale, invitato oltre la soglia domestica, indicando in questo un forte valore metaforico», scrive Sonia Borsato, curatrice della mostra e docente all’Accademia di Belle Arti di Sassari. «Casa Lai racchiude un universo intero. Perché Lai, in Sardegna, rimanda immediatamente a Maria».

Anche la storica dell’arte Luigia Lonardelli sottolinea il valore simbolico del luogo: «La casa si trova al limitare di un bosco che non è solo un paesaggio intatto, ma anche il luogo delle fate, dove nascono i racconti e dove, forse, abitano gli spiritelli delle janas in un nuraghe dimenticato».

L’esposizione offre così un viaggio nella dimensione più privata e creativa di Maria Lai, restituendo al pubblico il dialogo tra la sua opera, la memoria dei luoghi e l’immaginario che ha ispirato una delle figure più importanti dell’arte contemporanea italiana.


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