La cultura

La poesia sale sul palco a Portoscuso: torna «CREATURE», viaggio tra le voci di Anedda e Serra Dal 2 al 16 novembre la Tonnara Su Pranu ospita la seconda annualità del progetto di residenza artistica ideato da Elena Pau

La poesia si fa teatro, attraversa le lingue e incontra la musica, il canto e il movimento. È il percorso proposto da «Creature – Un viaggio tra le poesie di Antonella Anedda e Anna Cristina Serra», il progetto di residenza artistica promosso da La Fabbrica Illuminata ETS, ideato da Elena Pau, che torna a Portoscuso dal 2 al 16 novembre per la sua seconda annualità.

Per quindici giorni la Tonnara Su Pranu, luogo simbolo della storia e dell’identità del paese, diventerà uno spazio di formazione, ricerca e creazione scenica. Al centro del progetto, il dialogo tra due poetiche differenti, accomunate dal legame con la Sardegna e dalla capacità di interrogare la memoria, il territorio e le possibilità espressive della parola.

L’iniziativa si inserisce in un percorso triennale avviato nel 2025 e destinato a concludersi nel 2027. Protagoniste dell’edizione 2026 saranno Vittoria Nicita, Rita Scanu e Licia Sulas, impegnate in un’esperienza intensiva che metterà in relazione recitazione, interpretazione poetica, canto, composizione musicale e movimento scenico.

Il programma si articolerà in due fasi, ciascuna dedicata a una delle autrici. La prima, dal 2 all’8 novembre, sarà incentrata sui testi di Anna Cristina Serra e culminerà domenica 8 novembre con «Bentu de Mari», per la regia di Salima Balzerani. La seconda, dal 9 al 15 novembre, approfondirà la scrittura di Antonella Anedda e si concluderà domenica 15 novembre con «Bentu Fridu», diretto da Miana Merisi. Entrambe le restituzioni sceniche vedranno il contributo musicale di Annalisa Mameli e Corrado Aragoni.

I due appuntamenti sono in programma nella Sala Corpus della Tonnara Su Pranu, con ingresso gratuito e senza obbligo di prenotazione. Gli orari saranno comunicati successivamente.

Due poetiche, un dialogo tra sardo e italiano

Il cuore della ricerca è il confronto tra due autrici che si rapportano in maniera diversa alla lingua e alla propria esperienza culturale.

Anna Cristina Serra, originaria di San Basilio, scrive in lingua sarda e traduce personalmente i propri componimenti in italiano. La sua poesia, legata alla musicalità dei versi, alla memoria e alla tradizione orale, sarà esplorata attraverso testi della raccolta «Luna cantadora», pubblicata nel 2010.

La seconda settimana sarà invece dedicata ad Antonella Anedda, nata a Roma e legata alla Sardegna dalle proprie origini familiari. La sua scrittura, prevalentemente in italiano ma aperta anche al sardo, attraversa temi come l’assenza, il silenzio, l’identità e il rapporto con i luoghi. Il laboratorio prenderà in esame testi tratti da «Salva con nome», pubblicato da Mondadori nel 2012.

L’obiettivo non è adattare un testo teatrale già esistente, ma trasformare la poesia in materia scenica. Le parole diventano suono, ritmo, gesto e movimento, mentre il rapporto tra lingua sarda e italiana si sviluppa attraverso la voce delle interpreti e la ricerca musicale.

Formazione e sperimentazione con professionisti del teatro

Accanto alle tre artiste in residenza, il progetto coinvolge professionisti provenienti da diversi ambiti delle arti performative. Salima Balzerani e Miana Merisi guideranno i laboratori di recitazione e firmeranno le regie delle due restituzioni. Annalisa Mameli, cantante, e Corrado Aragoni, pianista e compositore dell’associazione OfficinAcustica ETS, accompagneranno il lavoro sulla vocalità e sulla componente musicale, con composizioni inedite e melodie in dialogo con i testi.

La ricerca comprenderà anche una masterclass di costumistica teatrale, prevista per il 4 novembre e condotta da Marco Nateri con l’assistente costumista Patrizia Etzi. L’approfondimento della lingua sarda sarà affidato a Laura Medda, che seguirà le artiste nella comprensione e nell’interpretazione dei componimenti.

La partecipazione delle giovani interpreti si realizza attraverso la collaborazione con Qibu, Associazione Viamentana Teatro e Compagnia B. Il percorso punta a offrire loro un’esperienza concreta di crescita professionale, mettendole a confronto con le diverse fasi della creazione di uno spettacolo, dalla lettura dei testi alla costruzione della drammaturgia, fino all’incontro con il pubblico.

La Tonnara si apre alla comunità

CREATURE non si limita alla formazione delle artiste, ma si propone come un’esperienza aperta al territorio. Tutte le attività sono gratuite e sarà possibile assistere ai laboratori come uditori, seguendo da vicino le metodologie dei professionisti e il processo di elaborazione delle performance.

La scelta della Tonnara Su Pranu rafforza il legame tra ricerca artistica e memoria locale. Un luogo profondamente connesso alla storia economica e sociale di Portoscuso diventa così uno spazio di incontro tra generazioni, linguaggi e sensibilità differenti, grazie anche al coinvolgimento delle associazioni culturali del territorio.

«Quel che offriamo non è solo una concreta opportunità di formazione attoriale, ma anche dialogo con il pubblico e confronto reciproco tra talenti, con il coinvolgimento del tessuto culturale locale in un’ottica di scambio e partecipazione attiva della comunità», sottolinea Elena Pau, ideatrice del progetto e direttrice artistica de La Fabbrica Illuminata ETS.

La seconda annualità conferma così l’intento di CREATURE: fare della poesia il punto di partenza per una ricerca che supera i confini tra le discipline e mette in relazione formazione, produzione artistica e partecipazione culturale. A Portoscuso, per due settimane, le parole di Serra e Anedda diventeranno il materiale di un’esperienza collettiva, nella quale la scena si costruisce attraverso l’incontro tra voce, corpo, musica e territorio.


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