OCCUPAZIONE

Lavoro femminile in Sardegna, la CISL lancia l’allarme: «Occupazione ferma e troppe rinunce» A Cagliari il sindacato denuncia il divario occupazionale tra uomini e donne, i part-time involontari e le difficoltà di conciliazione tra lavoro e famiglia: «Servono servizi e investimenti strutturali».

foto www.veronasera.it

A Cagliari la CISL Sardegna accende i riflettori sulla condizione del lavoro femminile nell’Isola. Secondo i dati ISTAT 2025, il tasso di occupazione delle donne si attesta al 52,4%, al di sotto della media nazionale e con un divario superiore ai 14 punti rispetto a quello maschile.

La segretaria confederale Federica Tilocca denuncia inoltre l’elevato numero di part-time involontari e livelli salariali più bassi rispetto agli uomini. Un dato particolarmente preoccupante riguarda le donne inattive: quasi il 45% delle sarde in età lavorativa avrebbe infatti smesso di cercare un’occupazione.

Tra le criticità evidenziate dal sindacato anche il calo della natalità e le difficoltà nella conciliazione tra lavoro e vita familiare. Nel 2024, ricorda la CISL, oltre 42 mila dimissioni hanno riguardato lavoratrici madri, spesso costrette a lasciare l’impiego per la carenza di servizi adeguati e orari incompatibili con la gestione della famiglia.

Per la CISL Sardegna sono necessari investimenti strutturali, un potenziamento dei servizi, politiche attive per l’occupazione e misure a sostegno del lavoro stabile e di qualità.

«Quando una donna deve scegliere tra lavoro e maternità – conclude Tilocca – significa che il sistema non funziona».


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