
mons. Morandi con l’arcivescovo Baturi
La fede come fondamento della gioia cristiana, l’ascolto della Parola di Dio come strumento privilegiato di evangelizzazione e il ruolo condiviso di tutta la comunità ecclesiale nel testimoniare il Vangelo. Sono i temi al centro dell’intervento di Monsignor Giacomo Morandi, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, protagonista dell’incontro promosso dalla Diocesi in occasione del 1700° anniversario del Concilio di Nicea.
Nel corso del confronto, Morandi ha evidenziato come il cammino della Chiesa trovi nella Parola di Dio il punto di riferimento essenziale per “trasmettere la gioia” della fede. «Una via privilegiata – ha spiegato ai microfoni di Radio Kalaritana– è proprio l’ascolto e la meditazione della Parola, attraverso cui possiamo riscoprire la bellezza dell’essere discepoli».
Il vescovo ha quindi richiamato il brano evangelico dell’incontro tra Gesù e la Samaritana, indicandolo come esempio concreto di testimonianza capace di generare fede attraverso l’esperienza personale. La donna samaritana, infatti, conduce il suo popolo all’incontro con Cristo, fino alla professione di fede dei samaritani: «Non crediamo più soltanto per quello che ci hai detto, ma perché noi stessi abbiamo ascoltato».
Nel suo intervento, Morandi ha rivolto un’attenzione particolare anche al ruolo dei laici, sottolineando come l’evangelizzazione sia responsabilità dell’intera comunità cristiana e non soltanto dei pastori. «Esiste una corresponsabilità reale – ha affermato – che coinvolge tutti nel cammino della Chiesa».
Al centro della riflessione anche il tema della gioia cristiana, definita non come semplice risultato dell’agire umano, ma come conseguenza della presenza di Dio nella vita delle persone. Un concetto che il presule ha collegato al pensiero di San Paolo e ai frutti dello Spirito.
Nel passaggio conclusivo, il vescovo ha affrontato il tema della pace, richiamando le parole del Vangelo di Giovanni: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace; non come la dà il mondo». Una pace che, ha spiegato, nasce da un profondo lavoro interiore e da una fede autenticamente vissuta.
L’iniziativa proseguirà nel pomeriggio, dalle 16.30 alle 18, con un nuovo momento di incontro aperto al mondo laico.

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