
Anche la Scuola di specializzazione in Pediatria dell’Università degli Studi di Cagliari ha partecipato alla scorsa settimana ai Pediatric Simulation Games 8.0, competizione internazionale dedicata alla simulazione clinica in ambito pediatrico.
Organizzata dall’Università La Sapienza di Roma, la manifestazione ha riunito nel campus di Latina oltre 350 partecipanti provenienti da atenei italiani e da diversi Paesi europei, tra cui Francia, Portogallo, Spagna e Ungheria. Per quattro giorni gli specializzandi si sono confrontati con scenari clinici simulati, mettendo alla prova competenze tecniche, capacità decisionali e lavoro di squadra nella gestione delle emergenze pediatriche.
Tra le 40 squadre in competizione anche quella dell’Università di Cagliari, composta da Antonio Ghigino, Dario Rizzo, Giuseppe Sanna, Marta Savastano, Beatrice Sini, Eleonora Mulas e Annalisa Barsalini, specializzandi della Scuola diretta dal professor Vassilios Fanos.
I team hanno affrontato simulazioni relative a oltre 30 emergenze mediche e respiratorie, utilizzando manichini ad alta fedeltà capaci di riprodurre condizioni cliniche realistiche. Gli scenari hanno spaziato dall’arresto cardiaco all’insufficienza respiratoria, dalla polmonite all’ostruzione delle vie aeree, fino a shock settico, trauma cranico e gestione delle malattie rare in pronto soccorso.
Centrale anche il lavoro in équipe. I partecipanti hanno ricoperto ruoli differenti, dal team leader all’addetto ai farmaci, dal coordinatore della rianimazione al responsabile delle vie aeree e delle compressioni, oltre al time keeper. Una modalità di esercitazione pensata per valutare non solo le conoscenze cliniche, ma anche comunicazione, coordinamento e rapidità decisionale.
«I Simulation Games sono stati un’occasione unica per mettere in pratica e mettersi in gioco nell’ambito della rianimazione pediatrica, confrontandosi con le scuole di pediatria di tutta Europa», ha spiegato Angelica Dessì, direttrice vicaria della Scuola e tutor degli specializzandi. L’esperienza, ha aggiunto, ha permesso ai giovani medici di confrontarsi attraverso simulazioni ad alta fedeltà e momenti di debriefing, rafforzando la preparazione e la consapevolezza nella gestione dell’emergenza pediatrica.
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