
Lo Spirito Santo che discende sotto forma di colomba
Pentecoste o Babele? Più che un dubbio amletico, l’interrogativo rimanda a due modi antitetici di abitare la comunicazione oggi.
La prima genera comunione, la seconda frammentazione; la prima apre, la seconda chiude; la prima costruisce ponti, la seconda innalza torri. I due racconti biblici illustrano logiche opposte che attraversano anche il nostro tempo: da una parte la divisione che confonde, dall’altra la differenza che si fa comprensione.
A Babele tutti parlano la stessa lingua, eppure non si capiscono. È il paradosso di una comunicazione apparentemente unitaria, ma in realtà chiusa, autoreferenziale, orientata all’autoaffermazione: «Costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo, e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra» (Genesi 11,4).
L’uniformità linguistica produce potere. E quando il linguaggio diventa strumento di gestione, smette di essere luogo di incontro. La conseguenza è la dispersione: non perché manchino le parole, ma perché manca la relazione. La Pentecoste rovescia questa dinamica. Le lingue si moltiplicano, mentre la comprensione cresce. Ciascuno ascolta nella propria lingua, senza che le differenze vengano cancellate.
È un’unità che non omologa, ma armonizza. Non elimina le distanze: le attraversa. Qui la comunicazione non è costruzione di torri, ma apertura di vie; non è conquista, ma dono. Questo contrasto illumina in modo sorprendente la condizione comunicativa contemporanea. Oggi comunicare è tecnicamente semplicissimo. Le tecnologie hanno abbattuto distanze, moltiplicato i canali, accelerato i tempi. Ma a questa facilità non è corrisposta una maggiore consapevolezza del valore del comunicare.
Anzi, spesso accade il contrario. Vale la pena, allora, ripartire dalle fondamenta: comunicare vuol dire mettere in comune. È una definizione etica prima ancora che tecnica. Comunicare significa riconoscere un «tu», accettare che l’altro non coincida con me.
L’articolo completo, a firma di Vincenzo Corrado, è disponibile domani all’interno del nuovo numero di Kalaritana Avvenire.
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
