REGIONE

Piano Casa, la Sardegna critica il Governo: “Penalizzato il ruolo delle Regioni” La Regione contesta l’impostazione del provvedimento su urbanistica, patrimonio pubblico e diritto all’abitare: “Serve un confronto con i territori, non procedure straordinarie e logiche finanziarie”

Con l’approvazione definitiva del Piano Casa 2026, il Governo conferma un’impostazione che la Regione Sardegna continua a non condividere. Restano infatti alcune criticità che incidono sulle competenze regionali, sulla pianificazione urbanistica e sulla gestione del patrimonio pubblico.

“Pur prendendo atto delle modifiche introdotte durante l’iter parlamentare, permangono elementi che comprimono il ruolo delle Regioni e degli enti territoriali nelle scelte relative al governo del territorio”, dichiara l’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica Francesco Spanedda. “Ci preoccupano i poteri attribuiti alle strutture commissariali, il ridimensionamento della programmazione regionale e il ricorso a strumenti finanziari nella gestione del patrimonio pubblico. Le trasformazioni urbanistiche devono essere guidate dalla pianificazione e dall’interesse delle comunità, non da procedure straordinarie o da logiche esclusivamente finanziarie. Ancora più grave – prosegue Spanedda – è l’idea che il patrimonio pubblico possa essere utilizzato come leva per obiettivi definiti altrove. Per la Sardegna, quei beni rappresentano una risorsa strategica per lo sviluppo dei territori e devono continuare a generare valore per le comunità locali”.

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda l’approccio al diritto all’abitare, sia sul piano metodologico che su quello finanziario. “Il Piano Casa del Governo è molto lontano dal rappresentare una risposta, anche solo parziale, alla difficoltà di trovare un alloggio dignitoso”, evidenzia l’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu, “un problema che colpisce duramente le nostre comunità. Il provvedimento appare estraneo ai bisogni reali dei cittadini e delle cittadine. La Regione Sardegna, invece, sta facendo la propria parte: le risorse stanziate riflettono un impegno concreto sul tema casa, con quasi mezzo miliardo di euro investito sull’Isola, a fronte di un miliardo previsto a livello nazionale”.

“Sarebbe opportuno – conclude Piu – che il Governo aprisse un confronto con chi amministra i territori, conosce da vicino le criticità abitative e può attuare politiche più efficaci e risorse adeguate per garantire il diritto all’abitare”.

La Regione Sardegna ribadisce infine la volontà di difendere le prerogative statutarie, il ruolo della pianificazione urbanistica, la funzione pubblica del patrimonio collettivo e il diritto alla casa, senza arretramenti su questi principi.


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