Anniversari

Quarant’anni delle Missionarie della Carità a Sant’Elia: «Una storia che si intreccia con quella del quartiere» Madre Teresa di Calcutta visitò Cagliari nel settembre 1986 dove lanciò un forte appello per l'assistenza ai poveri

Il quartiere Sant’Elia | Foto Wikipedia

Quarant’anni di presenza, servizio e vicinanza ai più fragili. La comunità di Sant’Elia si prepara a celebrare il 40° anniversario dell’arrivo delle Missionarie della Carità di Madre Teresa nel quartiere cagliaritano.

Un traguardo che sarà ricordato sabato, 6 giugno, con una celebrazione speciale, preceduta da quaranta ore di adorazione nella casa delle religiose.

«Per noi – ha spiegato ai microfoni di Radio Kalaritana il parroco di Sant’Elia, padre Saverio Fabiano – non si tratta semplicemente della presenza di una comunità religiosa nel quartiere. Le Missionarie della Carità fanno parte della storia stessa di Sant’Elia. Non si può raccontare il cammino di questa comunità senza parlare di loro. Questi quarant’anni segnano insieme la conclusione e il rilancio di un percorso vissuto accanto alla popolazione locale, condividendone gioie, difficoltà e speranze».

Una presenza che si inserisce in un contesto particolare.

Sì. Sant’Elia nasce nel secondo dopoguerra, dopo i bombardamenti che nel 1943 devastarono Cagliari distruggendo gran parte delle abitazioni. Molte famiglie sfollate trovarono rifugio in questa zona, attorno all’antico Lazzaretto. Successivamente venne costruito il borgo di Sant’Elia. La nostra è una comunità nata in un contesto segnato dalla povertà e da grandi difficoltà sociali. È in questa realtà che la parrocchia e, successivamente, le Missionarie della Carità hanno svolto il loro servizio.

Come arrivarono le suore di Madre Teresa a Sant’Elia?

La loro presenza si inserisce in un percorso iniziato già negli anni Settanta. Nel 1970 ci fu la visita di Papa Paolo VI, che manifestò una particolare attenzione verso questa popolazione così provata. Le Missionarie della Carità arrivarono nel 1985 e l’anno successivo, nel settembre del 1986, Madre Teresa visitò personalmente Sant’Elia, lasciando qui una presenza stabile.

Conservate qualche ricordo particolare di quella visita?

C’è un episodio molto significativo. Dopo gli incontri ufficiali e la grande celebrazione nella Basilica di Bonaria, Madre Teresa trascorse del tempo a Sant’Elia. Si racconta che una delle prime cose che fece fu lavare i piatti dopo cena e, successivamente, sistemare la cappella per renderla più accogliente. Era un gesto semplice, ma racchiudeva perfettamente il suo stile. Per lei l’Eucaristia e la preghiera erano la sorgente di ogni opera di carità e di ogni azione evangelizzatrice.

In questi quarant’anni le Missionarie della Carità hanno lasciato un segno profondo nel quartiere.

Senza dubbio. La loro vicinanza ai più poveri è stata costante. Penso, ad esempio, alla mensa per le persone in difficoltà, inaugurata nel 2019, ma anche all’ascolto quotidiano, alla presenza discreta accanto a chi vive situazioni di fragilità, solitudine o disagio. Il loro carisma si è tradotto in una testimonianza concreta di prossimità.

Quanto conta il lavoro in rete con altre realtà del territorio?

È fondamentale. Se dovessi riassumere tutto in una parola, sceglierei “sinodo”: camminare insieme. La parrocchia è una presenza della Chiesa sul territorio, ma non agisce da sola. Ci sono associazioni, movimenti, volontari e tante persone che mettono a disposizione tempo ed energie. Le Missionarie della Carità collaborano con realtà ecclesiali e civili, e anche noi come parrocchia cerchiamo di lavorare insieme ad altre organizzazioni per rispondere meglio ai bisogni delle persone.

Qual è il valore più grande che questa presenza continua a trasmettere?

Credo sia la capacità di far sentire ogni persona accolta e amata. Chi entra qui trova una casa, trova calore umano, trova una famiglia. È questo il dono più prezioso che le Missionarie della Carità hanno consegnato a Sant’Elia in questi quarant’anni e che continuano a offrire ogni giorno.

Le celebrazioni

L’anniversario sarà celebrato sabato, 6 giugno, con una solenne celebrazione comunitaria. Nei giorni precedenti la casa delle Missionarie della Carità ospiterà quaranta ore di adorazione eucaristica, momento di preghiera e ringraziamento per una presenza che, da quattro decenni, rappresenta un punto di riferimento per il quartiere di Sant’Elia e per l’intera città di Cagliari.


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