
Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato a maggioranza il Rendiconto generale e consolidato 2025, già parificato dalla Corte dei Conti lo scorso 10 luglio. Il provvedimento, primo dei tre disegni di legge finanziari in calendario prima della pausa estiva, certifica un avanzo disponibile di oltre 510 milioni di euro.
La minoranza ha votato contro e il disegno di legge è passato con 32 voti favorevoli, 18 contrari e un astenuto. A motivare il voto negativo è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu: «Si tratta di un documento tecnico, ma il giudizio della Corte dei Conti è stato negativo».
Il ddl 216/A fotografa la gestione finanziaria della Regione nel 2025. Al 31 dicembre il risultato di amministrazione complessivo ammontava a 3 miliardi e 206 milioni di euro, dei quali 510,2 milioni rappresentano l’avanzo realmente disponibile per finanziare nuovi interventi economici, sociali e infrastrutturali.
Rispetto al 2024, l’avanzo libero si è ridotto di circa 245,5 milioni di euro, passando da 755,7 milioni agli attuali 510,2 milioni. Le entrate accertate nel corso dell’anno sono state pari a 12,263 miliardi di euro, di cui 10,880 miliardi riscossi, mentre le spese impegnate hanno raggiunto 11,728 miliardi, con pagamenti effettuati per 10,166 miliardi. La liquidità di cassa della Regione è salita a 3,862 miliardi di euro, rispetto ai 3,565 miliardi registrati alla fine del 2024, mentre il patrimonio netto si attesta a 5,891 miliardi di euro.
Il provvedimento era già stato approvato in Terza commissione Bilancio con i soli voti della maggioranza di centrosinistra.
Nel dibattito in Aula sono emerse posizioni fortemente contrapposte. Il relatore di minoranza, Fausto Piga (FdI), ha attaccato la gestione della Giunta: «Ci sono tanti soldi, ma siete incapaci di spenderli. L’80% delle variazioni di bilancio del 2025 si sarebbe potuto evitare. Il Rendiconto certifica il vostro fallimento: la Sardegna non sta meglio di un anno fa e il 2025 è stato un anno da dimenticare».
Di diverso avviso il relatore di maggioranza e presidente della Terza commissione, Alessandro Solinas (M5S), secondo cui il Rendiconto «conferma la solidità complessiva degli equilibri finanziari della Regione e testimonia una gestione improntata ai principi di prudenza, sostenibilità e rispetto delle regole di finanza pubblica».
In chiusura del dibattito è intervenuto l’assessore regionale del Bilancio e vicepresidente della Giunta, Giuseppe Meloni, che ha evidenziato come «l’approvazione del Rendiconto avvenga nei termini di legge per il secondo anno consecutivo». Rispondendo alle critiche della minoranza, Meloni ha spiegato che le variazioni di bilancio sono spesso inevitabili per adeguare l’azione amministrativa ai cambiamenti normativi e alle esigenze sopravvenute, respingendo la lettura di una situazione finanziaria critica: «Non vedo la situazione catastrofica che è stata presentata».
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
