Danza

«Room with View», il corpo in movimento contro il bombardamento delle immagini Laura Beschi e Alessio Scandale raccontano lo spettacolo inserito nella rassegna «La notte dei Poeti»

Uno spettacolo di danza contemporanea che riflette sul rapporto tra immagini, memoria e informazione. «Room with View», ideato e coreografato da Laura Beschi e Alessio Scandale, accompagna il pubblico in un viaggio che parte dagli anni Novanta per interrogare il presente, segnato da un flusso continuo di immagini e notizie.

«Lo spettacolo – dice Laura Beschi ai microfoni di Radio Kalaritana – nasce da una riflessione sul modo in cui le immagini hanno accompagnato la nostra vita. Attraversiamo episodi politici, culturali e di costume degli anni Novanta, immagini televisive che appartengono alla memoria collettiva. Le osserviamo e le riviviamo attraverso il corpo, lasciando emergere emozioni, empatia e reazioni diverse. È proprio questo il cuore del lavoro: capire come quelle immagini continuino ancora oggi a influenzare il nostro modo di guardare il mondo.

Quindi è anche un modo per rileggere un’epoca attraverso la danza?

Alessio Scandale: Assolutamente. Gli anni Novanta rappresentano quasi l’inizio del tempo in cui viviamo oggi. In quel periodo la televisione era il grande rito collettivo: ci si ritrovava davanti allo schermo e si condividevano gli stessi eventi, le stesse immagini.

Oggi tutto è cambiato. L’informazione corre molto più velocemente, siamo costantemente esposti a contenuti che arrivano da ogni direzione e spesso facciamo fatica a distinguere ciò che è vero da ciò che non lo è. Il nostro spettacolo mette in relazione quei due mondi, mostrando come il presente affondi le proprie radici proprio in quegli anni.

Il linguaggio della danza diventa quindi anche uno strumento di riflessione critica?

Sì. Il corpo ci permette di creare una distanza dalle immagini che scorrono continuamente davanti ai nostri occhi. Lo spettatore si riconosce in ciò che vede, ma allo stesso tempo è invitato a interrogarsi sul rapporto che ha con quei contenuti.

Il nostro è un linguaggio molto fisico. Attraverso il movimento cerchiamo di riportare l’attenzione sul corpo, sulla presenza e sulla relazione con l’altro. In scena si alternano momenti di vicinanza e di contatto ad altri nei quali la forza attrattiva delle immagini sembra nuovamente prevalere. È una tensione continua, che appartiene anche alla nostra quotidianità.

Il messaggio finale sembra essere un invito a ritrovare la dimensione umana, al di là degli schermi.

Laura Beschi: È proprio questo il senso dello spettacolo. Viviamo immersi in un bombardamento mediatico continuo ed è importante mantenere uno sguardo aperto su ciò che accade nel mondo, ma senza perdere il contatto con la realtà che ci circonda.

Le esperienze più autentiche continuano a nascere nella relazione diretta con gli altri. Il nostro invito è quello di cercare un equilibrio tra ciò che arriva dall’esterno e ciò che viviamo ogni giorno, senza lasciarci sopraffare dal flusso delle immagini. Crediamo che il corpo, e quindi la danza, possa ancora essere uno strumento privilegiato per ritrovare questa presenza e questa consapevolezza.


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