Sanità

Sanità, i dati Agenas: tempi lenti per le prime visite, miglioramento sugli esami diagnostici I dati dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali certificano le difficoltà dell'isola

Ancora tempi lunghi per le visite in Sardegna. Secondo i dati Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), l’isola resta tra le Regioni più in difficoltà nell’assicurare le visite prescritte in tempi brevi.

Il Bollettino analizza le prenotazioni erogate dalle Aziende sanitarie per le 14 prime visite specialistiche e i 22 esami diagnostici previsti dal Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2019-2021, valutando il rispetto dei tempi massimi di erogazione per tutte le classi di priorità (Urgente, Breve, Differita e Programmata). A confronto sono stati posti il primo semestre 2026 e il primo semestre del 2025. Secondo i dati, il sistema sanitario isolano è regredito sull’assicurazione dei tempi massimi di garanzia per le prime visite, classificate come differibili (entro 60 giorni) – da 69.2% a 64.1% – mentre è rimasto stabile – 48.2% nel 2025 e 48.1% – sulle prescrizioni in classe P (visite programmabili in 120 giorni), dato che risulta migliore rispetto ad altre 11 regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano, ma che subisce l’eterogeneità delle scelte di classe di priorità delle visite tra le Regioni. Il dato positivo rispetto al 2025 è quello relativo alle tempistiche degli esami diagnostici, con la Sardegna passata dal 73.7% al 78.3%, avvicinandosi così alla soglia dell’80%. Sul fronte «Urgente» e «Breve», gli indici raggiungono invece raggiunge il 99%, confermando la capacità del sistema di assicurare priorità ai casi clinicamente più rilevanti.

 


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