UIL SARDEGNA

Sanità, restano lunghi i tempi d’attesa: la Uil chiede più personale I dati AGENAS mostrano miglioramenti sugli esami diagnostici, ma per molte visite specialistiche i cittadini attendono ancora mesi

«I dati AGENAS evidenziano alcuni miglioramenti nei tempi di attesa, soprattutto per quanto riguarda gli esami diagnostici, ma non dimostrano affatto che il problema sia stato risolto». Lo afferma la segretaria generale della Uil Sardegna, Fulvia Murru.

«Per molte visite specialistiche – sottolinea – i cittadini sono ancora costretti ad attendere mesi e cresce il numero di persone che, non potendo aspettare, si rivolgono al settore privato o rinunciano alle cure».

Secondo la Uil Sardegna, la priorità resta il potenziamento degli organici. Murru chiede alla Regione di accelerare il piano di assunzioni, rendere pienamente operative le Case e gli Ospedali di Comunità e intervenire sull’organizzazione complessiva dei servizi sanitari.

«Le liste d’attesa si riducono aumentando l’offerta di prestazioni e investendo sul personale, non attraverso la celebrazione di risultati parziali», afferma la segretaria generale.

«La Uil continuerà a vigilare affinché il diritto alla salute non dipenda dal reddito o dalla possibilità economica di accedere a una visita privata. I cittadini sardi hanno bisogno di risposte concrete e immediate: non servono annunci, ma fatti», conclude Murru.

Secondo i dati AGENAS, la Sardegna continua a essere tra le Regioni maggiormente in difficoltà nel garantire l’accesso alle prestazioni sanitarie nei tempi previsti. Il sistema sanitario regionale registra un peggioramento sul fronte delle prime visite, mentre resta sostanzialmente stabile la situazione per le prestazioni programmabili entro 120 giorni. Segnali positivi arrivano invece dagli esami diagnostici, dove si rileva un miglioramento dei tempi di attesa.


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