
Entra nella fase operativa il percorso per il Comparto unico Regione-Enti locali della Sardegna. La Regione ha avviato la rilevazione dei dati sul personale e sulla spesa degli enti locali, passaggio necessario per attuare la legge regionale n. 28 del 2025 e definire il nuovo assetto contrattuale.
Comuni, Unioni di Comuni, Comunità montane, Province e Città metropolitana dovranno trasmettere entro il 15 settembre 2026 le informazioni sugli organici, sui costi del personale e sulle risorse destinate alla contrattazione decentrata.
I dati raccolti serviranno a stabilire i criteri per la distribuzione dei 30 milioni di euro stanziati dalla Regione con la finanziaria 2026 per l’avvio del Comparto unico e saranno la base del confronto con le organizzazioni sindacali. Tra le ipotesi allo studio per l’utilizzo delle risorse figurano la quattordicesima mensilità per i dipendenti degli enti locali o una specifica indennità di Comparto unico.
«Non è un semplice adempimento amministrativo, ma il primo atto concreto di una riforma attesa da anni – afferma l’assessore regionale agli Affari generali, Personale e Riforma, Sebastian Cocco –. La rilevazione consentirà di valorizzare il personale degli enti locali e ridurre differenze economiche ormai difficili da giustificare».
La Regione punta sulla rapidità delle amministrazioni nella trasmissione dei dati per avviare al più presto la fase contrattuale. La Giunta regionale ha già previsto la possibilità di una prima contrattazione stralcio attraverso l’ARANS, in attesa del contratto unico definitivo.
«Rafforzare il personale degli enti locali significa rafforzare la capacità delle istituzioni di garantire servizi migliori a cittadini e imprese», sottolinea Cocco.
L’Assessorato regionale garantirà assistenza tecnica agli enti durante la fase di rilevazione, con l’obiettivo di rispettare il cronoprogramma della riforma e arrivare rapidamente alla distribuzione delle risorse.
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