
foto infobuild.it
Nel Sud e nelle Isole cresce la preoccupazione per sicurezza, microcriminalità e degrado urbano. L’indagine nazionale di Confcommercio, presentata nella giornata “Legalità, ci piace”, evidenzia un peggioramento della percezione della sicurezza nel 2025 per il 28,2% delle imprese del territorio.
Tra i fenomeni in aumento spiccano rapine (27,6%) e furti (27,5%), entrambi superiori alla media nazionale. Preoccupa anche la “mala movida”, segnalata dal 29,6% degli imprenditori, legata a rifiuti, degrado e vandalismi. Il 63,4% delle imprese denuncia inoltre effetti negativi di abusivismo e contraffazione, mentre il 61,1% del commercio subisce taccheggio, spesso con episodi ripetuti più volte a settimana.
Secondo Confcommercio, nel 2025 l’illegalità è costata oltre 41 miliardi di euro alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi, mettendo a rischio circa 284mila posti di lavoro.
“Cresce la percezione di insicurezza e le difficoltà per le attività commerciali”, afferma Marco Mainas, presidente di Confcommercio Sud Sardegna, che sottolinea come la sicurezza sia anche un tema economico e sociale, legato alla vitalità dei quartieri.
Confcommercio Sud Sardegna ha chiesto a Questura e Carabinieri seminari per i commercianti su prevenzione e gestione dei rischi. Il Gruppo Donne organizza inoltre corsi di autodifesa per imprenditrici e lavoratrici.
La giornata ribadisce infine il ruolo delle imprese come presìdi sociali: più negozi attivi significano città più sicure e vive.
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