Il caso

Villaservice, la società chiede ai Comuni soci di versare quasi 2 milioni di euro Al centro della contestazione le tariffe agevolate applicate ai conferimenti e annuncia azioni giudiziarie se i municipi non pagheranno entro 15 giorni

Il comune di Villacidro

La curatela della liquidazione giudiziale di Villaservice presenta il conto ai Comuni soci e chiede il pagamento di oltre 1,8 milioni di euro. La diffida porta la firma della curatrice Bernadette Dessalvi, nominata dopo la sentenza del Tribunale di Cagliari del 25 marzo 2024, con cui è stata aperta la procedura per la società di Villacidro, che gestiva un impianto per lo smaltimento dei rifiuti.

La contestazione riguarda gli anni dal 2010 al 2022 e coinvolge Arbus, Gonnosfanadiga, Sanluri e Villacidro, soci al momento dell’apertura della liquidazione. Nella diffida sono però indicati anche Guspini e Sardara, che in precedenza facevano parte della compagine.

Secondo la curatela, le assemblee di Villaservice avrebbero approvato, con il voto determinante dei Comuni, tariffe agevolate per il conferimento della frazione organica dei rifiuti urbani. Prezzi inferiori a quelli stabiliti dalla Regione e applicati agli altri utenti dell’impianto. Per la curatrice, tuttavia, si trattava di tariffe amministrate, che dovevano essere uguali per tutti e non potevano essere modificate per favorire i soci.

La riduzione sarebbe stata motivata con la rinuncia dei Comuni a eventuali utili futuri. Una giustificazione che, secondo la ricostruzione della curatela, non troverebbe riscontro in utili effettivamente accertati. Anzi, la società avrebbe già evidenziato difficoltà gestionali.

Ricalcolando i conferimenti sulla base delle tariffe ordinarie, il mancato incasso viene quantificato in 1.885.251,40 euro, oltre Iva, rivalutazione e interessi. Per la curatela si tratta di somme dovute per servizi realmente prestati e di un danno al patrimonio di Villaservice, con conseguenze anche per i creditori.

Nel mirino finisce anche il possibile conflitto di interessi dei Comuni, contemporaneamente soci e utenti del servizio. La curatela richiama inoltre la responsabilità derivante dalla direzione e coordinamento esercitati sulla società.

Un capitolo specifico riguarda Sanluri: tra il 2018 e il 2022 sarebbero state emesse note di credito e disposti rimborsi per 180.466,72 euro oltre Iva, somma che viene ora richiesta in restituzione.

I Comuni hanno 15 giorni dalla ricezione della diffida per versare quanto richiesto. In caso contrario, la curatela annuncia il possibile ricorso alle vie giudiziarie per recuperare le somme e tutelare la massa dei creditori.


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