
Il cardinale Zuppi in preghiera nella basilica di Bonaria
A Cagliari, nella cornice solenne e affollata della basilica di Nostra Signora di Bonaria, il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, ha presieduto l’omelia per il centenario della dedicazione del luogo di culto, diventato basilica minore per volere di papa Pio XI, offrendo una meditazione ampia e profondamente pastorale su Chiesa, fraternità e vocazione mediterranea alla pace. Un momento che ha unito idealmente la Sardegna alle altre Chiese d’Italia, in un respiro ecclesiale più vasto.
Fin dalle prime battute, il porporato ha insistito sulla dimensione comunitaria della fede, che nasce dallo sguardo di Maria e si traduce in relazione viva tra i credenti: «Fratelli e sorelle, che poi è il titolo più bello, riassuntivo, il migliore, quello a cui questa madre ci dona di essere e ci ricorda di essere». Un’espressione che diventa chiave di lettura dell’intera omelia: la Chiesa come famiglia, radunata attorno alla Madre, capace di superare distanze geografiche e sociali.
Zuppi ha poi allargato lo sguardo alla dimensione ecclesiale nazionale e internazionale, ricordando la comunione tra le Chiese e la vicinanza a
chi, originario della Sardegna, vive lontano. In questo orizzonte si inserisce la riflessione sul Mediterraneo come spazio non solo geografico, ma spirituale e umano: «Quando stiamo con il Signore e con sua madre il cuore trova pace e sempre si allarga e contempliamo radunate qui le genti di tutto il mare nostrum che vogliamo restituire a noi stessi, abbattendo i muri e scegliendo le vie dell’incontro e del dialogo».
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