
Giovedì 7 maggio la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Cagliari ospita la tavola rotonda interdisciplinare dal titolo «Il potere delle parole: linguaggio, stigma e responsabilità», un’iniziativa dedicata al ruolo del linguaggio nella costruzione delle percezioni sociali e alle responsabilità etiche, deontologiche e giuridiche che ne derivano.
L’evento, promosso in collaborazione con la Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna e con il coinvolgimento dell’Ateneo cagliaritano che metterà a disposizione gli spazi, si propone come momento di confronto tra mondi professionali diversi, accomunati dall’uso quotidiano della parola: giornalismo, diritto, teologia e istituzioni.
Al centro della riflessione vi è l’idea che il linguaggio non sia mai neutro. Le parole, infatti, possono contribuire a includere o escludere, riconoscere o marginalizzare individui e gruppi, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili. Da questa consapevolezza nasce l’esigenza di analizzare come determinati usi linguistici possano alimentare stereotipi, pregiudizi e forme di discriminazione nella vita pubblica e privata.
L’iniziativa si rivolge in particolare all’Ordine dei Giornalisti, chiamato a garantire il rispetto della deontologia professionale e della dignità delle persone nell’informazione, anche nei casi di soggetti fragili o detenuti. Allo stesso tempo, coinvolge le discipline giuridiche e teologiche, considerate fondamentali per approfondire il rapporto tra parola, responsabilità morale e tutela della dignità umana.
Tra gli obiettivi della tavola rotonda figurano l’analisi dell’impatto del linguaggio nei media e nelle istituzioni, la riflessione sulle responsabilità professionali nel trattamento di persone vulnerabili, la promozione di pratiche comunicative inclusive e il dialogo tra professionisti dell’informazione, accademici e rappresentanti istituzionali.
I temi affrontati spazieranno dal rapporto tra linguaggio, diritti umani e dignità della persona, alla deontologia giornalistica nella narrazione della marginalità e del sistema penale, fino alle buone pratiche educative per una comunicazione non stigmatizzante.
Tra i relatori sono previsti il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna Giuseppe Meloni, la giornalista Rai Monia Melis, il caporedattore di Avvenire, Francesco Ognibene, la presidente Ucsi, Maria Luisa Secchi, il docente della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, Daniele Vinci, il Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana e Arcivescovo di Cagliari, Giuseppe Baturi.
È inoltre prevista la partecipazione di monsignor Antonio Mura, Vescovo di Nuoro e Lanusei e Presidente della Conferenza Episcopale Sarda.
L’incontro si articolerà in interventi degli esperti e in un successivo dialogo aperto con il pubblico, con l’obiettivo di elaborare indicazioni condivise per una pratica comunicativa più responsabile.
L’iniziativa si propone infine come occasione di confronto critico sul ruolo delle parole nella società contemporanea, con l’auspicio di rafforzare un linguaggio capace di promuovere giustizia, dignità e inclusione sociale.
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