La vertenza

Farmacisti dipendenti in sciopero: «Contratti bloccati e stipendi inadeguati» Protesta anche a Cagliari in concomitanza con lo sciopero unitario nazionale

Presidio davanti all’Assessorato regionale della Sanità per i farmacisti dipendenti delle farmacie comunali, mobilitati nell’ambito dello sciopero unitario nazionale promosso dalle organizzazioni sindacali. Al centro della protesta il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale, scaduto il 31 dicembre 2024, e una situazione salariale giudicata non più sostenibile dai lavoratori del settore.

A spiegare le ragioni della mobilitazione, ai microfoni di Radio Kalaritana, è Cristiano Ardau della UILTuCS, che sottolinea come la vertenza riguardi le farmacie comunali aderenti ad Assofarm ma richiami anche la situazione delle farmacie private rappresentate da Federfarma. «Ci troviamo di fronte a due grandi comparti con i contratti nazionali completamente bloccati – afferma – mentre le farmacie sono ormai diventate veri e propri presìdi della sanità territoriale».

Secondo il sindacalista, il ruolo dei farmacisti è profondamente cambiato negli ultimi anni. Accanto alla tradizionale dispensazione dei farmaci, infatti, si sono aggiunti nuovi servizi sanitari come vaccinazioni, elettrocardiogrammi e altre prestazioni di prossimità che hanno accresciuto responsabilità e competenze richieste ai professionisti del settore.

«È inaccettabile che un farmacista dipendente, con responsabilità sempre maggiori, percepisca una retribuzione netta di circa 1.400 euro al mese», denuncia Ardau. Le associazioni datoriali sostengono che il comparto stia attraversando una fase di difficoltà economica che non consentirebbe di sostenere gli aumenti richiesti. Una lettura contestata dai sindacati, che evidenziano invece il peso economico e sociale delle farmacie nel sistema sanitario nazionale.

Particolarmente rilevante è il ruolo svolto dalle farmacie nei piccoli centri e nelle aree interne, dove spesso rappresentano l’ultimo presidio sanitario facilmente accessibile ai cittadini. «Mentre chiudono banche, uffici postali e altri servizi pubblici, le farmacie continuano a garantire una presenza costante sul territorio – osserva Ardau –. Sono il primo punto di riferimento per molte persone e svolgono una funzione che va oltre la semplice consegna dei farmaci, basandosi anche sulla relazione e sull’ascolto».

La manifestazione davanti all’Assessorato regionale della Sanità ha voluto richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di riconoscere adeguatamente il lavoro dei farmacisti dipendenti e di sbloccare le trattative contrattuali. Dopo la giornata di sciopero, i sindacati attendono ora segnali concreti sia da Assofarm sia da Federfarma.

«Le associazioni datoriali non possono dimenticare i propri collaboratori – conclude Ardau –. Il rinnovo del contratto è indispensabile per valorizzare una professionalità che oggi rappresenta uno degli elementi centrali della sanità territoriale».


Scopri di più da Kalaritana Media

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.