L'inchiesta

Indagati novantuno attivisti dopo le proteste pro Palestina e antifasciste Le conclusione della Digos sulle manifestazioni a Cagliari: contestati blocchi stradali e resistenza aggravata

La manifestazione a Cagliari (foto Ansa)

Conclusione delle indagini preliminari per 91 persone identificate dalla Digos su delega della Procura della Repubblica di Cagliari dopo le mobilitazioni dello scorso autunno nel capoluogo sardo a sostegno della causa palestinese e contro il raduno del movimento di estrema destra Blocco Studentesco.

Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, riguardano interruzione e turbamento del servizio di trasporto pubblico, blocco stradale e resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Le manifestazioni, spiegano gli investigatori in una nota, hanno visto la partecipazione di migliaia di cittadini e si sono svolte «nella quasi totalità dei casi in una cornice di legalità», senza particolari criticità per l’ordine pubblico e con ampia risonanza mediatica.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tuttavia, all’interno delle proteste sarebbero emersi gruppi ritenuti riconducibili alle componenti più radicali dell’area antagonista locale. Questi avrebbero progressivamente radicalizzato le iniziative, organizzando cortei non preavvisati o deviando dai percorsi autorizzati con l’obiettivo, sintetizzato nello slogan «blocchiamo tutto», di paralizzare la mobilità urbana.

I fatti contestati si riferiscono in particolare alle manifestazioni del 22 settembre, 3 e 4 ottobre 2025, organizzate a sostegno della missione internazionale Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza. In quelle occasioni si sarebbero verificati blocchi su arterie cittadine strategiche, con disagi alla circolazione e momenti di tensione con le forze dell’ordine impegnate nei servizi di sicurezza. Le successive indagini hanno portato all’identificazione di 72 persone ritenute coinvolte nelle azioni coordinate.

Sotto la lente della Digos anche quanto accaduto durante la manifestazione regolarmente preavvisata promossa dal Blocco Studentesco. Circa 250 appartenenti al Coordinamento antifascista locale avrebbero dato vita a un corteo non autorizzato in piazza Garibaldi, tentando di raggiungere il presidio opposto. Il dispositivo di ordine pubblico ha evitato il contatto tra i due gruppi, mentre dall’analisi delle immagini sono stati individuati altri 19 partecipanti ritenuti responsabili di lanci di oggetti e tentativi di forzare gli sbarramenti di polizia.


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