Politica

Variazione di bilancio ferma, pressing politico per sbloccare risorse Il Pd chiede tempi rapidi per la manovra, scontro acceso con opposizione e tensioni nella maggioranza

L’aula del Consiglio regionale

La variazione di bilancio da 750 milioni resta ferma e il confronto politico in Sardegna si accende. A sollecitare un’accelerazione è il Partito democratico, che torna a incalzare la Giunta guidata da Alessandra Todde, chiedendo tempi rapidi per approvare una manovra ritenuta decisiva, soprattutto sul fronte della sanità.

Il tema è emerso al termine di un vertice interno dei dem, nel quale il capogruppo Roberto Deriu ha ribadito l’urgenza di sbloccare risorse considerate indispensabili. «Ci sono interventi immediati da finanziare – ha spiegato – in particolare per le strutture sanitarie, con fabbisogni vicini ai 100 milioni di euro». Da qui la richiesta di inserire la manovra tra le priorità assolute dell’agenda politica.

Il provvedimento, costruito anche grazie all’accordo sulle entrate con lo Stato, dovrebbe mobilitare risorse rilevanti nell’arco di tre anni. Tuttavia, l’iter è ancora fermo alle fasi iniziali, nonostante una tabella di marcia già delineata nelle scorse settimane dall’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni.

Per il Pd, non si tratta solo di una questione di tempi, ma anche di metodo: le risorse, sottolinea Deriu, dovrebbero essere concentrate su pochi obiettivi strategici, evitando una distribuzione frammentata tra interventi minori. Sanità, contrasto allo spopolamento e attrazione di investimenti vengono indicati come i principali ambiti su cui puntare.

Sul piano politico, però, emergono tensioni nella maggioranza, in particolare nei rapporti con il Movimento 5 Stelle, mentre l’opposizione attacca parlando di immobilismo. Il vice capogruppo di Fratelli d’Italia, Fausto Piga, accusa la Giunta di aver ritardato troppo: «Non c’è più tempo da perdere», afferma, mettendo in guardia anche sui possibili effetti negativi per enti locali, famiglie e imprese.

Il rischio, condiviso da più parti, è che ulteriori slittamenti possano compromettere l’utilizzo efficace delle risorse entro l’anno, aggravando criticità già evidenti, a partire dal sistema sanitario regionale.


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